Dopo dieci settimane di trattative per formare il nuovo esecutivo in Germania, la Cdu della Cancelliera Angela Merkel, uscita vincitrice dalle ultime elezioni ma senza maggioranza, ha trovato un accordo con i rivali dell’Spd per formare un governo sostenuto da una grande coalizione (Bbc). In attesa del voto degli oltre 450mila iscritti all’Spd, filtrano i dettagli dell’accordo: due europeisti dell’Spd in posti chiave del governo, Finanze ed Esteri – quest’ultimo andrà a Martin Schulz, che si prepara a lasciare la guida del Spd a marzo -, e poi sempre ai socialdemocratici andranno il Lavoro, la Giustizia, la Famiglia e l’Ambiente. Alla Csu va il ministero dell’Interno. Ora, però, la cancelliera, dovrà fare i conti con i “l’umore nero” del proprio partito, scontento della cessione ai socialdemocratici di ministeri chiave come quello delle Finanze, scrive Repubblica. 

Obiettivo di stabilità e riforme ottenuto da Merkel, il nuovo esecutivo punterà meno sull’austerity (Il Sole 24 Ore). Ottenendo il ministero chiave delle Finanze e quindi l’apertura a politiche pro-investimento e indirizzate alla crescita, Schulz aveva fatto capire quale fosse la posta in gioco: quella di porre fine alle politiche europee di “austerità forzata” degli anni scorsi e di favorire la creazione di un budget comune per gli investimenti. Angela Merkel ha confermato, nella conferenza stampa, che l’ampio spazio di manovra fiscale del nuovo governo, che potrà disporre di 46 miliardi di euro grazie al surplus di bilancio, verrà usato per «investimenti e spesa sociale». Adesso la Germania è più vicina all’Europa, scrive Repubblica. È facile ora prevedere che la Germania punterà insieme alla Francia al completamento dell’Unione bancaria e alla creazione di un Fondo monetario europeo, che costituirà comunque un embrione di condivisione dei rischi finanziari. Si tratta di decisioni che avranno inevitabilmente un forte impatto anche nei confronti del nostro paese, a cui si chiederà di accettare una riduzione della vulnerabilità del proprio sistema bancario e di risanare un debito pubblico che non riesce a diminuire. E per raggiungere questi obiettivi dovrà rapidamente migliorare la competitività di un sistema-Paese che continua a registrare la crescita più debole di tutta l’eurozona.  

(com.unica, 8 febbraio 2018)

Share This: