Il governo britannico esclude che il Regno Unito possa far parte dell’unione doganale dopo l’uscita dall’Unione europea: la posizione esprime la crescente tensione e confusione tra i conservatori (Guardian, The Independent) e sembra una mossa per tranquillizzare i più estremisti (Ft). La leadership di Theresa May è sempre più in discussione (The Times).

Domani il Parlamento europeo discute il possibile allargamento a Est dell’Unione: un documento della Commissione dovrebbe prevedere l’ingresso di sei Paesi balcanici (Serbia, Montenegro prima; Albania, Macedonia, Bosnia Erzegovina e Kosovo poi) entro il 2025 (Ft). Bruxelles risponde invece negativamente alle richieste di Recep Tayyip Erdogan, oggi in visita a Roma, di riavviare il dialogo per l’accesso della Turchia, scrive La Stampa. «Sarà un documento molto severo – fanno sapere da Bruxelles – dal quale emergerà che Ankara non ha fatto alcun progresso dall’ultimo report (estate 2016, ndr). Anzi, dopo il tentato colpo di Stato e dopo il referendum costituzionale la situazione è persino peggiorata. Tutto sarà scritto nero su bianco». 

Il Sultano sembra puntare molto sull’Italia per l’ingresso in Europa. In una Roma off limits con il centro città trasformato in green zone, via della Conciliazione presidiata e 3500 agenti mobilitati Recep Tayyip Erdogan è arrivato per incontrare oggi papa Francesco, Sergio Mattarella e Paolo Gentiloni (Ansa). E se con il pontefice la prospettiva sul mantenimento dello status di Gerusalemme è comune, i colloqui con il capo dello Stato e il premier serviranno a ribadire il fatto che “le relazioni bilaterali sono eccellenti” – come ha detto lo stesso Erdogan prima della partenza – ma difficilmente scalfiranno le sue certezze non negoziabili sulla necessità della ‘guerra’ ai curdi e sulle responsabilità dell’Unione europea in merito allo stallo dei negoziati di adesione di Ankara.

(com.unica, 5 febbraio 2018)

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