Una serie di colpi di arma da fuoco sono stati esplosi da un’Alfa Romeo 147 nera in corsa a Macerata nella mattinata di ieri provocando il ferimento di sei persone, tutti stranieri. Il responsabile è stato individuato dai carabinieri e portato in caserma: si chiama Luca Traini, 28 anni, ha la testa rasata, è incensurato e originario delle Marche. Quando è stato bloccato ha fatto il saluto fascista. Gli investigatori hanno subito perquisito la casa di Luca Traini per cercare elementi utili alle indagini.

Luca Traini era stato candidato alle elezioni amministrative del 2017 a Corridonia, nelle Marche, con la Lega Nord, peraltro senza ottenere nemmeno una preferenza, nemmeno la sua. Al di là delle motivazioni personali che hanno spinto Traini a sparare (dalle prime ricostruzioni pare che fosse legato a Pamela, la ragazza uccisa e fatta a pezzi da un nigeriano), non ci sono dubbi che il gesto nasce in un contesto politico e sociale arroventato. Sul profilo Facebook della madre di Pamela Mastropietro, nelle ore precedenti la sparatoria, sono comparsi commenti razzisti, tanta rabbia e voglia di vendetta da parte di diversi utenti. “Deve morire non merita di vivere”, “bastardi la pagherete”, “ci vuole al pena di morte”: questi i commenti, insieme agli insulti contro gli immigrati che si leggono sotto alcuni post nella bacheca di Alessandra Verni. La donna ieri sera ha affidato al fratello (avvocato) questo appello: “La violenza non può essere la risposta alla tragedia che ci ha colpiti. Ci sono le aule di giustizia per assicurare i responsabili di questo brutale omicidio”. “Decisivo può essere anche il ruolo della politica in tema di accoglienza e integrazione dei migranti”, aggiunge l’avvocato.

Il Ministro degli Interni Minniti si è subito recato a Macerata, dove ha riunito il comitato per la sicurezza pubblica e ha incontrato i vertici delle forze dell’ordine. “Nessuno cavalchi l’odio, la contrapposizione di fronte ad un fatto grave che poteva essere gravissimo”, ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti al termine del  “Auspico – ha aggiunto – una risposta ferma e unitaria” da parte di tutti. Dopo la sparatoria Salvini ha detto che “chiunque spari è un delinquente, a prescindere dal colore della pelle”, mentre il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, ha invitato alla calma e alla responsabilità, anche se “verrebbe facile tenere alta la polemica verso chi ogni giorno alimenta l’odio contro di noi. Ma sarebbe un errore”.

(com.unica, 4 febbraio 2018)

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