Secondo una fonte della Reuters, il leader del M5S Luigi Di Maio, parlando a Londra ad una platea di investitori, avrebbe detto che il suo partito è disponibile a un governo di larghe intese con Pd, Forza Italia e Lega Nord. Di Maio, però, smentisce su Facebook: niente “alleanze, inciuci o scambi di poltrone di governo”, al massimo un invito a “convergere sui temi e sulla nostra squadra di governo” (Repubblica). Fa discutere intanto l’inchiesta del Foglio sul Movimento 5 Stelle, che ha ottenuto dal Garante della privacy le carte inedite che mettono sotto accusa il metodo Casaleggio e da cui emergono  scatole cinesi, la totale inaffidabilità della piattaforma Rousseau, la non competenza, il bluff della democrazia diretta. Il giornale diretto da Claudio Cerasa è entrato in possesso dell’atto notarile di costituzione dell’associazione Rousseau che controlla in toto tutto ciò che fanno gli iscritti e di cui Davide Casaleggio risulta essere presidente, tesoriere e amministratore unico. 

Sempre in tema di elezioni da segnalare che ieri la Corte d’appello di Milano ha contestato 15 candidature nell’uninominale alla lista “Noi con l’Italia”. Fuori dalla corsa elettorale, per ora, anche l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Domani scade il termine di 48 ore per presentare ricorso in Cassazione (La Stampa). Secondo il Messaggero, meno della metà dei 18 milioni di indecisi andrà alle urne. Il loro voto peserà dall’1,5% per il M5s al 2% per FI e Pd. A rischio astensione anche 2 milioni di studenti e lavoratori fuorisede (La Stampa).

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, avrebbe sospeso la campagna elettorale per un affaticamento da stress. “Sto benissimo, mi sono solo preso due giorni di sosta” ha smentito, però, Berlusconi (Il Messaggero). Dal fronte del centrodestra Salvini nega la possibilità di accordi fuori della coalizione (vedi M5s): “Se vinciamo con una maggioranza di centrodestra governiamo non per 5 anni ma per 10 – ha detto il leader della Lega al corriere.it. -, se non vinciamo cosa che non mi auguro io al governo non ci vado. Mi auguro che Berlusconi non scelga altro. Sarebbe un tradimento non a Salvini ma agli italiani”.

Nel centrosinistra è ancora al centro del dibattito l’endorsement di Prodi, che voterà per “l’affermazione del centrosinistra e che le forze fuori dalla coalizone non stanno lavorando per l’unità”. Una dichiarazione che arriva dopo che Affaritaliani.it aveva diffuso il testo di un colloquio telefonico con l’ex presidente del Consiglio attribuendogli valutazioni secondo cui Liberi e uguali non è per l’unità del centrosinistra, al contrario del Pd. Le dichiarazioni dell’ex premier hanno creato inevitabili mal di pancia a sinistra del Pd. Il leader di Liberi e Uguali Grasso ha così risposto in un’intervista all’Ansa: “Prodi ritiene la finta coalizione che ha messo in piedi Renzi, che lo costringerà a votare Casini a Bologna anziché Errani, un centrosinistra unito? Noi in quel tipo di coalizione non ci possiamo stare”.

(com.unica, 1 febbraio 2018)

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