Su richiesta della Camera dei Comuni, il governo inglese rilascerà alla commissione parlamentare sulla Brexit una copia del report che analizza i possibili scenari economici, dimostrando che il Regno Unito starà peggio fuori dall’Ue (Politico). Intanto le banche europee si preparano ad affrontare una serie di stress test sugli scenari post-Brexit (Bloomberg). Da Bruxelles si profila una linea dura: la commissione europea infatti avrebbe deciso di rifiutare l’accordo sul settore dei servizi finanziari. Londra chiedeva di mantenere il libero accesso ai mercati di capitali dell’Ue, ma per i negoziatori europei il Regno Unito dovrà essere trattato come un Paese terzo.

Da Theresa May ha dichiarato che i cittadini europei che entreranno in Gran Bretagna nel periodo di transizione post-Brexit non avranno gli stessi diritti di chi è arrivato prima nel Paese. Le nuove regole per i lavoratori Ue includeranno l’obbligo di permesso di lavoro e di registrazione all’arrivo e restrizioni nell’accesso ai servizi (Guardian). La premier inglese in questi giorni è concentrata verso l’estremo oriente: ieri è arrivata ieri in Cina, dove ha incontrato il primo ministro Li Keqiang con il quale ha parlato di un possibile accordo di libero scambio tra i due Paesi (Bloomberg).

Il governo guidato da Theresa May tuttavia sembra arrivato alla conclusione che l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea avrà un impatto negativo qualunque sia lo scenario preso in considerazione. È quanto riporta il sito americano BuzzFeed News, che ha avuto accesso al documento riservato in cui si prendono in considerazione i tre scenari che con più probabilità potrebbero avverarsi per quanto riguarda le future relazioni tra il Regno Unito e l’UE. Sulla base di questo studio la crescita sarebbe del 5% più bassa nei prossimi 15 anni rispetto a oggi, mentre un mancato accordo tra le parti sulla Brexit (in questo caso il Regno Unito dovrebbe sottostare alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio) comporterebbe un calo pari all’8% rispetto alla crescita prevista nel caso la Gran Bretagna fosse rimasta in Unione Europea. Se invece il Regno Unito dovesse mantenere l’accesso al mercato interno dell’UE, nel lungo periodo la crescita sarebbe più bassa del 2% rispetto ad avere mantenuto la piena sovranità nell’organizzazione sovranazionale.

(com.unica, 1 febbraio 2018)

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