L’Inter non va oltre l’1-1 con la Spal. Il Torino ne fa tre al Benevento. Il Verona strapazza la Viola (1-4) e l’Udinese in 10 batte il Genoa.

La Juve si è regalata la testa della classifica, almeno per una notte, grazie al 2-0 sul Chievo. I bianconeri non hanno disputato una gara memorabile, c’è stata una pressione costante ma sempre tenuta sotto controllo dai clivensi, arroccati in difesa. L’espulsione, ingenua, per doppia ammonizione di Bastien e poi quella di Cacciatore per proteste (gesto delle manette all’arbitro Maresca) ha favorito la squadra di Allegri. Le reti sono arrivate da Khedira e Higuain a conclusione di un assedio bianconero che è durato per buona parte del secondo tempo.

Dopo la discussa sconfitta di settimana scorsa contro il Napoli, l’Atalanta trova, per la quarta volta consecutiva, la vittoria in trasferta. Contro il Sassuolo i nerazzurri si portano avanti con Masiellonel primo tempo, bravo a sfruttare un’uscita sbagliata di Consigli per sbloccare la gara. Nella ripresa gli uomini di Iachini si spingono in avanti alla ricerca del pareggio, ma prima Politano viene fermato dal palo, poi Matri (di tacco) e Berardi non riescono a trovare il gol. Chi lo trova, invece, è Bryan Cristante: il Var gli toglie una rete per fuorigioco di Petagna, ma il centrocampista di scuola Milan riesce comunque a segnare il 2-0 e il suo settimo sigillo in questa Serie A con una bella girata in area di rigore. Di Freuler il 3-0, espulso nel finale Goldaniga, per doppia ammonizione.

Sarri supera 3-1 Donadoni al San Paolo e ritrova la testa della classifica, dopo la vittoria di sabato della Juve a Verona. Apre le marcature dopo 22 secondi Palacio, poi l’autogol di Mbaye e la doppietta di Mertens (fenomenale il secondo gol), che nelle ultime 4 partite contro i rossoblu ha messo a segno la bellezza di 9 reti e 2 assist.

L’Inter non sa più vincereNel lunch match della 22esima giornata di Serie A la squadra di Spalletti sul campo della Spaflirta con la vittoria fino al 90′, ma poi viene gelata dall’ex Milan Paloschi. Dopo un primo tempo da sbadigli, i nerazzurri vanno avanti al 3′ della ripresa grazie ad un clamoroso autogol di Vicari, ma poi non chiudono la partita, anzi, soffrono fino alla fine (clamorose le occasioni sciupate da Kurtic e Paloschi), e nel recupero vengono puniti dal colpo di testa dell’attaccante di casa. Nel finale esordio italiano peRafinha

Fiorentina-Verona 1-4, apre Vukovic, poi doppietta di Kean, chiude Ferrari. Clamoroso crollo della Fiorentina sommersa 4-1 dal miglior Verona di tutta la stagione e duramente contestata dai propri tifosi. Pecchia salva la panchina distruggendo la squadra di Pioli e conquistando 3 punti importantissimi nella volata per la salvezza. La Viola si inabissa in classifica rischiando di non avere più niente da chiedere al campionato già a metà stagione.

Il Torino travolge il Benevento 3-0 e riprende la sua marcia verso un posto in Europa LeagueI granata sbloccano il match dopo soli 3′ con un colpo di testa di Iago Falque. I campani provano a reagire, ma al 34′ la follia di Belec indirizza il match: il portiere dà un calcione a Niang e viene espulso. Il senegalese trova il bis al 40′, poi al 45′ Obi fa tris con l’aiuto del Var. Nella ripresa torna in campo Belotti dopo un’assenza di 32 giorni.

Pareggio tra Crotone e Cagliari nella 22esima giornata di Serie A. Finisce 1-1 con i calabresi a passare in vantaggio su calcio di rigore concesso dal Var e realizzato da Trotta (29′), poi i sardi restano in dieci per l’espulsione di Pisacane (47′) ma pareggiano con un bel calcio di punizione di Cigarini nel recupero del primo tempo (52′). Nel finale annullato il gol di Ceccherini (90′) del Crotone: finisce in parità.

Colpo dell’Udinese che espugna il Ferraris con un gol di Behrami riscattando la sconfitta nel recupero di mercoledì contro la Lazio. Per il Genoa seconda sconfitta consecutiva, dopo quella con la Juventus, arrivata contro una formazione in dieci dal 20’ della ripresa per l’ espulsione di Samir.La squadra allenata da Oddo è apparsa più solida e più cinica oltre che fortunata. La squadra di Ballardini, che ha perso l’occasione per fare un salto in classifica superando Sassuolo e Chievo, sconfitte ieri, recrimina per una traversa di Galabinov, una occasione sbagliata a un metro dalla porta da Rigoni e per la giornata quasi non lavorativa di Perin. Male Lapadula, anche oggi impreciso e sprecone.

Aggressivi e frizzanti nelle gambe, questo è il Milan che si presenta a San Siro contro la Lazio e che, davanti a 50mila spettatori avvolti dalla nebbia e con l’aiuto del Var vince 2-1 contro la Lazio. Ai rossoneri basta un quarto d’ora per trovare l’1- a 0 con Cutrone. Un vantaggio che nasce da un fallo di Marusic su Bonaventura: punizione per i rossoneri, al tiro va Calhanoglu che di destro calcia in area, l’imberbe rossonero beffa la difesa avversaria e infila di testa Strakosha. Così sembra. Per vero, le immagini segnalano che la rete sarebbe stata da annullare: Cutrone ha, infatti, segnato con il braccio e il Var (Rocchi e Di Liberatore), chiamato per verificare se il giocatore fosse o meno in fuorigioco, ha confermato, invece, la rete non rammentando irregolarità. Dunque, palla al centro e si ricomincia, con la Lazio, che nonostante il recupero di campionato giocato e vinto mercoledì 26 contro l’Udinese per 3-0, conferma di essere una squadra matura.

Infine il posticipo serale con la sconfitta della Roma contro la Samp. Un’ulteriore battuta d’arresto che certifica la crisi dei giallorossi, basti pensare che nelle ultime sei gare hanno ottenuto la miseria di appena tre punti: un andamento da squadra che lotta per non retrocedere. La squadra di Di Francesco, che all’ultimo momento ha dovuto rinunciare a Schick, infortunatosi nuovamente a poche ore dal fischio d’inizio, ha iniziato il match nel modo peggiore: lenta, approssimativa nei passaggi, prevedibile in attacco. E così nella prima mezz’ora in campo c’è stata solo la Sampdoria, che non è riuscita a passare in vantaggio solo grazie ai grandi interventi di Alisson, anche oggi il migliore dei suoi. Negli ultimi dieci minuti del primo tempo c’è stato un risveglio e al 39′ è arrivata anche l’occasione per portarsi in vantaggio. Banti fischia un calcio di rigore per un netto fallo di mano in area di Silvestre: sul dischetto va Florenzi ma Viviano dice di no e respinge in volo sulla sua destra. Nella ripresa la Roma parte in attacco e va più volte vicina al gol ma c’è molta imprecisione nell’ultimo passaggio e Dzeko è completamente fuori dal gioco. I cambi di Di Francesco non sortiscono effetto e al 36′ arriva il gol vittoria di Zapata, che segna da pochi passi su cross di Murru. Sonore raffiche di fischi a fine partita per i giallorossi, che rimangono quinti in classifica a -3 dall’inter e a -5 dai ‘cugini’ della Lazio.

Risultati

Classifica

(Francesco Buono/com.unica, 28 gennaio 2018)

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