A quasi 20 anni dall’ultima partecipazione di un presidente americano al World Economic Forum di Davos, oggi Trump terrà il suo discorso incentrato sull’America first di fronte all’élite economica mondiale. In un’intervista all’emittente Cnbc, Trump ha sostenuto di volere un dollaro sempre più forte, sostenendo che le parole del segretario al Tesoro Mnuchin su una valuta più debole sono state mal interpretate. E ha aperto alla possibilità che gli Usa rientrino all’interno dell’accordo commerciale Trans-Pacifico (Ft). 

Prima di questa dichiarazione, Mario Draghi aveva accusato l’amministrazione Usa di abbassare volutamente il valore del dollaro, non rispettando gli accordi internazionali (Ft). Al termine del meeting di politica monetaria della Bce, in cui alcuni presenti hanno espresso preoccupazioni per le politiche economiche americane, Draghi ha anche annunciato il mantenimento invariato dei tassi di interesse (Repubblica). Per quanto riguarda l’inflazione, Draghi ha spiegato che  “resta frenata e dovrebbe rimanere sui livelli attuali” aggiungendo che l’inflazione core dovrebbe “aumentare gradualmente nel medio termine”. In ogni caso la politica monetaria della Bce “resterà accomodante anche se l’inflazione salirà”.

A Davos si è parlato anche di Brexit, in particolare il Cancelliere dello Scacchiere Philipp Hammond, che ha sposato una versione molto “soft” e per questo è statocriticato dalla premier Theresa May. Secondo il Ceo di JP Morgan Jamie Dimon la banca d’affari potrebbe tagliare fino a 4 mila posti di lavoro nel Regno Unito se non venisse trovato un buon accordo sulla Brexit (Bloomberg). Oggi escono i dati del Pil britannico dell’ultimo trimestre del 2017. Mentre per la seconda metà del 2018 è stata annunciata la visita nel Regno Unito di Trump, il quale ha anche sottolineato la relazione speciale che esiste tra i due Paesi (The Independent).

(com.unica, 26 gennaio 2018)

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