Il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel si sono incontrati per parlare del rilancio dell’Unione europea: al centro delle discussioni lo stanziamento di un bugdet comunitario per contrastare gli shock economici e la creazione di un ministro delle finanze dell’Ue (Ft). 

Le sfide europee “sono numerose e richiedono risposte immediate” ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso della conferenza stampa congiunta al termine dei colloqui.  “Non spetta a me commentare la politica interna di un Paese partner e amico”. Ma dalle “trattative in corso” per la formazione di un nuovo governo tedesco emerge una “reale ambizione per il progetto europeo”, ha affermato Macron. “La nostra ambizione per l’Europa non si realizza da sola, ha bisogno di coniugarsi con l’ambizione tedesca, è quello a cui lavoriamo”. Quanto al voto della Spd domenica, Macron non intende “fare pronostici per un Paese che non è la Francia”. Ma “non dobbiamo essere negativi”, “noto che il testo di pre-accordo sottoscritto dalla Spd porta una reale ambizione europea”. A chi chiedeva se non ci fossero differenze tra i piani tedeschi sull’Europa e quelli del leader francese, che vuole, tra l’altro, un bilancio comune della zona euro, Angela Merkel ha risposto affermando che quello che vuole il presidente francese “è un grande progetto per l’Europa, riguarda ciò che è necessario affinché l’Europa abbia più fiducia in sé stessa e porti fiducia e soddisfazione ai suoi cittadini. Su questo non c’è nessuna differenza”.

Per la sostituzione di Mario Draghi e del suo vice ai vertici della Bce si profila un patto tra Madrid, Berlino e Parigi – racconta La Stampa – con l’attuale ministro delle finanze iberico Luis De Guindos candidato per succedere all’attuale vicepresidente Victor Constancio in cambio di un nome gradito alla Germania per il ruolo di presidente. Probabilmente quello del falco della Bundesbank Jens Weidmann. Ma la Merkel domani dovrà superare un importante scoglio: il congresso della Spd dovrà votare sull’avvio delle trattative per la formazione di un nuovo governo di coalizione. Se fallisse l’ipotesi di Grosse koalition sarebbe la fine dell’era Merkel e un terremoto per l’Europa, scrive Politico.

(com.unica, 20 gennaio 2018)

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