Il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha affermato  che le elezioni in Italia rappresentano un rischio politico di matrice populista all’orizzonte dell’Europa. Il commissario ha poi citato le difficoltà in cui si dibatte “il governo minoritario spagnolo, che deve fronteggiare la crisi catalana, archetipo di tutte le crisi regionali in Europa”. E, infine, la vicenda del tormentato processo per la formazione di una coalizione di governo in Germania, quattro mesi dopo le elezioni di settembre. Non è stato il solo, tra i commissari, a intervenire commentando la campagna elettorale italiana: il vicepresidente olandese Frans Timmermans ha parlato di “razzismo inaccettabile”, facendo riferimento alle parole sulla “razza bianca” del candidato leghista in Lombardia Attilio Fontana, mentre l’altro vicepresidente, il finlandese Jyrki Katainen, parlando del rischio populismo e xenofobia ha dichiarato che “la situazione è molto delicata”, racconta Repubblica. I commenti dei commissari Ue hanno scatenato l’ira di Lega e M5S (Huffington Post).

Debito pubblico, immigrazione, euroscetticismo e rapporti con la Russia: i punti che preoccupano Bruxelles secondo Politico. L’intervento di Bruxelles è irrituale, scrive Massimo Giannini, ma il pericolo sono gli improvvisatori senza freni che potrebbero andare al governo (Repubblica). Moscovici ha criticato anche la proposta del candidato 5 Stelle Di Maio di sforare il tetto del 3% del deficit: “Un controsenso assoluto” (Ansa). Vitor Constancio, vicepresidente della Bce, dichiara su Republica che Francoforte è pronta a tenere ancora a freno i tassi, ma l’Italia deve continuare con le riforme.  Sui temi sollevati dal commissario europeo è intervenuto anche il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani (Forza Italia), secondo cui l’Italia deve fare proposte per contare di più.

Dal fronte pentastellato da segnalare che alle alle 21 di stasera sono aperte le votazioni sulla piattaforma Rousseau per le Parlamentarie: ieri il sito è andato in tilt per i troppi accessi (La Stampa), mentre è scoppiata la protesta contro il “filtro qualità” perché mancherebbero molti attivisti presenti sul territorio, a favore di “persone che si sono proposte per sbaglio evitando di inviare la documentazione richiesta”, denunciano sui social alcuni iscritti esclusi dalle Parlamentarie. Intervenendo a CorriereLive il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha parlato nuovamente di vaccini: “Sono per l’obbligatorietà, come nel resto d’Europa” e attacca ancora il canone Rai. Il segretario legista Matteo Salvini interviene invece affermando che “troppi vaccini fanno male”. Ma, nota La Stampa, il fronte no-vax rappresenta una fetta di elettori non determinante.

Dopo l’incontro tra la delegazione di +Europa e quella del Pd sembra più vicina un’alleanza tra i due partiti in vista delle prossime elezioni, mentre Beatrice Lorenzin minaccia di candidarsi come governatrice del Lazio, dopo che Nicola Zingaretti ha escluso l’alleanza con “Civica Popolare” su richiesta di Liberi e Uguali. L’ad di Fca Sergio Marchionne si dice invece deluso dal segretario del Pd: “Quel Renzi che appoggiavo io non lo vedo da un po’” (Huffington Post). Oggi è in programma la direzione Pd che, ricorda La Stampa, deve fare i conti con l’obbligo di avere almeno il 40% di candidate donne in lista. Un obiettivo che sta mettendo in difficoltà anche grillini e leghisti. 

(com.unica, 17 gennaio 2018)

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