Al termine di una maratona di 21 ore e a cento giorni di distanza dal voto, la Cdu, la Csu e la Spd hanno trovato un accordo per dare vita al nuovo governo tedesco, che dovrebbe nascere entro Pasqua (DW). La notizia fa toccare all’euro il valore di 1,21 contro il dollaro, il più alto degli ultimi tre anni (Il Sole 24 Ore), Ma, commenta DW, è un “successo riluttante”, raggiunto su pressione degli elettori e del presidente Frank-Walter Steinmeier.

Tra i punti dell’intesa, c’è un nuovo “impegno per l’Europa”, sempre in stretto coordinamento con la Francia. Cambia però la politica sui ricongiungimenti, su spinta della Csu: i nuovi arrivi saranno infatti non più di 220 mila all’anno al massimo e, diversamente da quanto previsto lo scorso anno, Berlino non accetterà i migranti dall’Italia o dalla Grecia (Repubblica). La Germania raccoglie così la sfida di Macron sulle riforme europee (Corriere), proponendo di dedicare «specifici fondi di bilancio» alla stabilizzazione dell’eurozona e alla convergenza sociale tra i Paesi della moneta unica. Viene recepita, inoltre, la proposta di trasformare il Fondo salva-Stati in vero e proprio Fondo monetario europeo sottoposto a controlli parlamentari e alle leggi europee.

Ora il leader socialista Martin Schulz, costretto a un’inversione a U dopo il fallimento della “coalizione Giamaica” e che ha fatto una serie di concessioni, dovrà far approvare il contratto di coalizione al congresso del partito fissato per domenica 21 gennaio (Politico).

(com.unica, 13 gennaio 2017)

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