Oggi il presidente americano Donald Trump annuncerà la sua decisione sul futuro dell’accordo sul nucleare iraniano. Il segretario al Tesoro Steve Mnuchin si aspetta che Trump introduca nuove sanzioni contro Teheran, anche se non quelle congelate con l’intesa (Bbc). Secondo il New York Times, Trump potrebbe rinnovare il congelamento delle sanzioni, dando però al Congresso e agli alleati europei una nuova scadenza per migliorare l’accordo, o gli Stati Uniti si tireranno fuori. 

Intanto l’Ue ha ribadito il suo impegno per la piena attuazione dell’accordo e ha invitato Trump a non ritirarsi (La Stampa). L’intesa è stata rafforzata grazie anche alla visita a Bruxelles del ministro degli Esteri di Teheran, Javad Zarif (accolta da proteste di attivisti per i diritti umani che hanno manifestano di fronte alle istituzioni). L’Unione europea «resta impegnata per la piena attuazione dell’accordo sul nucleare iraniano, un accordo che funziona ed è cruciale per la sicurezza del mondo», ha ribadito l’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, Federica Mogherini, al termine dei colloqui con Zarif. 

All’incontro hanno partecipato anche  i ministri degli Esteri dei tre Paesi europei negoziatori per il nucleare iraniano, il francese Jean-Yves Le Drian, il tedesco Sigmar Gabriel e il britannico Boris Johnson. In particolare il ministro inglese ha sottolineato che «non ci sono alternative all’accordo sul nucleare» del luglio 2015 che riduce di due terzi la capacità di arricchimento dell’uranio di Teheran.  Allo stesso tempo, prosegue Johnson, serve costruire un sostegno internazionale attorno all’intesa sul nucleare iraniano e invitare Teheran a contribuire alla soluzione delle crisi che riguardano la regione. 

(com.unica, 12 gennaio 2017)

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