I leader del centrodestra, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, hanno ufficializzato ad Arcore la composizione della coalizione a quattro con Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Quarto Polo per le prossime elezioni. Nel programma è stata inserita l’abolizione della legge Fornero, la realizzazione della flat tax, il sostegno alla natalità e il controllo dell’immigrazione. Il patto vale solo in caso di vittoria della coalizione (Repubblica). È ormai data per certa la rinuncia di Roberto Maroni a correre nuovamente per il governo regionale della Lombardia. Secondo il Corriere, Maroni punta a un ministero o a Palazzo Chigi. Secondo Repubblica non vorrebbe nemmeno candidarsi in Parlamento.

Il leader di Forza Italia ha postato su Twitter il simbolo elettorale: ha la scritta “Berlusconi presidente”, anche se non è candidabile (Corriere). Intervistato dal Foglio, Berlusconi definisce i 5 Stelle “il più grave pericolo per il futuro dell’Italia dal dopoguerra”. Dal fronte grillino da segnalare che dopo la richiesta d’aiuto per lo smaltimento, Virginia Raggi decide di cambiare idea: i rifiuti di Roma non saranno inviati in Emilia Romagna. Secondo Repubblica lo stop sarebbe stato deciso dai vertici del M5s preoccupati per eventuali ripercussioni sulla campagna elettorale.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, autodefinitosi “er moviola” a “Che tempo che fa”, ha detto di sperare che i cittadini “non giochino al Rischiatutto” con le forze politiche alle prossime elezioni e ha aggiunto che il Pd può essere il primo partito (La Stampa). Si parla comunque di trattative a sinistra in vista delle elezioni regionali. Il problema principale resta quello di un’alleanza tra Pd e Liberi e uguali. Il partito di Grasso è pronto a sostenere, nel Lazio, Nicola Zingaretti, ma in Lombardia dice no al “renziano” Giorgio Gori.  Nel corso dell’Assemblea programmatica di Liberi e Uguali il leader Pietro Grasso ha proposto l’abolizione delle tasse universitarie (Repubblica). La campagna elettorale è già un “promettificio” fuori controllo, scrive Gian Antonio Stella (Corriere).

(com.unica, 8 gennaio 2018)

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