Ieri al Senato non è stato possibile avviare la discussione sulle pregiudiziali di costituzionalità al ddl sullo ius soli. L’assenza del numero legale ha costretto il presidente Grasso a convocare la prossima seduta per il 9 gennaio. Su 319 senatori erano presenti in 116. Nemmeno un senatore sui banchi di M5s, Lega, FI e centristi.

L’Aula di Palazzo Madama, dopo aver dato il via libera alla manovra di bilancio ha iniziato la discussione sul provvedimento con l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità. Ma, su richiesta del senatore Roberto Calderoli, il presidente Pietro Grasso ha proceduto alla verifica del numero legale dei presenti in Aula: numero che mancava. Grasso, quindi, ha fissato la nuova seduta a martedì 9 gennaio, alle 17: all’Odg “comunicazioni del presidente”, ha affermato.

Di fatto, scrive Repubblica, si tratta del definitivo stop, almeno per quel che riguarda questa legislatura. Esultano Fi (“Orgogliosi di aver fatto naufragare una legge folle”, dichiara Maurizio Gasparri) e Lega. “È un atteggiamento davvero inaccettabile quando si tratta di bambini e ragazzi. L’Italia ha violato l’art.2 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in materia di non discriminazione, è un dato di fatto malgrado le continue raccomandazioni dei Comitati Onu”, ha dichiarato al riguardo Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia. “Destra e M5S oggi fanno mancare il numero legale per discutere la nuova legge per la cittadinanza. Un atteggiamento irresponsabile contro una legge di diritti e di doveri e una scelta di civiltà” questo il commento del vicesegretario del Pd Maurizio Martina.

(com.unica, 24 dicembre 2017)

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