Dopo un voto dalla partecipazione record, l’82%, i partiti separatisti ottengono la maggioranza nel Parlamento della Catalogna e promettono battaglia con Madrid sull’indipendenza della regione. Gli unionisti di Ciudadanos sono il primo partito, con il 25% delle preferenze e 37 parlamentari su 135, un trionfo storico. Ma Junts per Catalunya, il partito dell’ex presidente Carles Puigdemont, e Esquerra republicana, entrambi con il 21%, ottengono 34 e 32 seggi che sommati ai 4 del partito antisistema Cup portano il totale degli indipendentisti a 70: saranno loro a tentare di formare un governo. Crolla il Partito popolare del premier spagnolo Rajoy (Politico).

Le tensioni con Madrid sembrano quindi destinate a proseguire, anche se il governo, con l’appoggio dell’Europa, ha mostrato di riuscire a stoppare tentativi unilaterali di indipendenza (Bbc). Un quadro complicato dal fatto che i principali leader separatisti, a cominciare da Puigdemont, sono agli arresti o all’estero. La vittoria degli indipendentisti alle elezioni regionali in Catalogna “è un risultato che nessuno può discutere” ha affermato dal suo “esilio” di Bruxelles il leader separatista catalano Carles Puigdemont. “Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha perso il plebiscito che cercava” e il fatto che il fronte indipendentista resti maggioranza rappresenta “uno schiaffo”, ha detto con orgoglio Puigdemont davanti a una piccola platea di militanti indipendentisti catalani e simpatizzanti nazionalisti fiamminghi, riunita in una sala nel centro di Bruxelles. Puigdemont ha chiesto poi, ancora, “libertà per i prigionieri politici”, riferendosi al suo vice Oriol Junqueras e ai ‘due Jordi’, Cuixart e Sanchez, responsabili di organizzazioni indipendentiste in Catalogna, ancora in carcere.

(com.unica, 22 dicembre 2017)

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