Il Consiglio europeo dovrebbe discutere oggi i termini dell’accordo con Londra per la Brexit e decidere se passare alla seconda fase dei negoziati. La premier britannica Theresa May, al suo arrivo a Bruxelles, si è detta fiduciosa (Bbc). I Paesi membri si sono divisi di nuovo sul nodo immigrazione: il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha proposto di abolire il sistema delle quote obbligatorie trovando l’appoggio di Repubblica ceca, Polonia e Ungheria. Dure critiche da Italia, Grecia, Paesi Bassi e Germania (Guardian).

Intanto dalla Bce nessuna sorpresa: viene confermata la politica monetaria espansiva, lasciando i tassi invariati, ma vengono riviste al rialzo le previsioni di crescita per l’Eurozona. Mario Draghi è fiducioso sull’obiettivo di portare l’inflazione vicino al 2% ma ha spiegato che c’è ancora bisogno del Quantitative easing (Reuters). “In generale le notizie sulla crescita sono molto positive”, ha affermato al termine del Consiglio direttivo. I segnali giunti nelle ultime settimane descrivono “un forte ritmo di espansione economica nell’area euro e un significativo miglioramento delle prospettive”. Ora per quest’anno gli economisti della banca centrale pronosticano un più 2,4%, cui seguirà nel 2018 un più 2,3% e poi 1,9% nel 2019 e 1,7 per cento nel 2020. Nelle stime diffuse tre mesi fa indicavano rispettivamente 2,2% sul 2017, 1,8% sul 2018 e 1,7% sul 2019.

(com.unica, 15 dicembre 2017)

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