Il presidente americano Donald Trump ufficializzerà oggi la decisione di trasferire l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendola di fatto come capitale di Israele. L’annuncio del presidente americano è previsto per le 13:00 americane, le 19 in Italia. Lo aveva anticipato al presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen e al premier israeliano Benjamin Netanyahu ieri (Reuters). La decisione rischia di dare impulso a violente proteste in tutto il Medio Oriente e mette a rischio il lungo negoziato sulla soluzione a due Stati, finora sostenuta anche dagli Usa (Nyt).

La decisione ha provocato una forte reazione da parte palestinese: c’è il pericolo intifada e diverse organizzazione hanno indetto tre giorni di agitazioni, a partire da oggi e fino a venerdì.Tutte le fazioni palestinesi hanno condannato Trump definendo la sua politica “un ricatto”. “Chiamiamo tutto il nostro popolo in Israele e nel mondo – hanno detto – a raccogliersi nei centri delle città e di fronte alle ambasciate e consolati israeliani con l’obiettivo di portare la generale rabbia popolare”. Il sistema di difesa israeliano si sta preparando per una “possibile violenta” rivolta (Haaretz).

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso ieri sera lasua “preoccupazione” a Trump “sulla possibilità che gli Stati Uniti riconoscano unilateralmente Gerusalemme come capitale dello stato d’Israele”. Lo ha reso noto un comunicato dell’Eliseo, precisando che Macron ha ricordato che la questione dello “status di Gerusalemme dovrà essere risolto nel quadro dei negoziati di pace fra israeliani e palestinesi”. lntanto il presidente turco Tayyip Erdogan ha minacciato di rompere le relazioni diplomatiche con Israele. L’Unione europea, l’Arabia Saudita e la Lega araba hanno invitato Trump a non prendere decisioni che compromettano il processo di pace (CNBC).

(com.unica, 6 dicembre 2017)

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