La Corte suprema americana ha stabilito che mentre i tribunali federali decidono sui ricorsi contro la sua applicazione, il Travel Ban voluto da Donald Trump può entrare in vigore. Il decreto preclude l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di otto Paesi, sei a maggioranza musulmana più Corea del Nord e Venezuela: Somalia, Sudan, Iran, Siria, Yemen e Libia. Dopo l’ok alla riforma fiscale, il presidente incassa così un’altra vittoria (Repubblica).

Ieri Trump ha ufficializzato il suo sostegno all’esponente repubblicano Roy Moore, candidato al Senato in Alabama e accusato di aver compiuto in passato abusi sessuali su minorenni (Ap).

Trump è riuscito anche a rintuzzare le accuse mossegli da più parti sulla politica verso il sudamerica, con particolare riferimento all’Honduras: il Dipartimento di Stato ha certificato infatti che il governo dell’Honduras rispetta i diritti umani, e quindi ha diritto a ricevere gli aiuti allo sviluppo americani. Secondo Reuters, che ha reso pubblico il documento, potrebbe essere un tentativo di Washington di spingere al potere l’alleato Hernandez, che da due giorni, in attesa dei risultati ufficiali delle elezioni che non arrivano, rivendica la vittoria.   

(com.unica, 5 dicembre 2017)

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