Nessun accordo tra Londra e la Ue nel primo giorno dei negoziati finali su Brexit. Quando l’intesa sembrava a un passo, Theresa May ha dovuto interrompere la trattativa per l’opposizione del Partito unionista nordirlandese (Dup), decisivo per la sua maggioranza in Parlamento (Reuters).

La bozza in discussione prevedeva infatti di dare all’Irlanda del Nord le stesse norme della vicina Repubblica di Irlanda, in modo da evitare controlli alla frontiera per merci e persone. Ma il partito unionista, favorevole alla Brexit, non intende accettare un regime post-uscita diverso dal resto della Gran Bretagna (Repubblica). 

May è tornata in patria per cercare un compromesso con la leader del Dup Arlene Foster, e dovrebbe essere di ritorno a Bruxelles domani. Ma la rottura ha ridotto di molto i tempi per l’intesa, che la Ue vuole portare al consiglio dei governi della prossima settimana per poi iniziare i negoziati sugli accordi commerciali (Ft).

Sul fronte del Catalexit il tribunale di Madrid ha deciso di liberare su cauzione sei dei dieci esponenti indipendentisti arrestati negli scorsi mesi. Gli altri quattro resteranno invece in carcere e non potranno partecipare alla campagna elettorale per le elezioni del 21 dicembre (Repubblica). Il 14 dicembre la magistratura belga deciderà se estradare in Spagna Carles Puigdemont.

Intanto Mario Centeno, ministro delle Finanze del governo portoghese, è stato nominato presidente dell’Eurogruppo (Il Post). È il primo esponente del Sud Europa eletto alla carica, e rispetto al suo predecessore Dijsselbloem dovrebbe essere più vicino alle posizioni pro-crescita (Huffington Post). Secondo la ricostruzione di Repubblica Angela Merkel avrebbe dato il suo via libera a un esponente socialista sperando di facilitare l’elezione del governatore della Bundesbank Weidmann alla guida della Bce come successore di Mario Draghi. In linea con quanto con quanto detto dalla commissione Ue, l’Eurogruppo ha chiesto all’Italia, e ai paesi che per ora non sembrano in grado di rispettare l’obiettivo della riduzione del debito, di “considerare le misure aggiuntive necessarie”.

(com.unica, 5 dicembre 2017)

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