Iniziano oggi a Bruxelles i colloqui decisivi tra la premier britannica Theresa May, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker e il capo negoziatore per l’Ue Michel Barnier. Se nel corso di questa settimana si raggiungerà un accordo si potrà considerare conclusa la prima fase e si inizierà a parlare delle future relazioni commerciali. Il dialogo parte in salita perché May arriva a Bruxelles senza l’accordo sul confine con l’Irlanda (Guardian). 

Ieri il premier irlandese Leo Varadkar ha chiesto al governo britannico rassicurazioni sul fatto che si andrà verso un “soft border”, auspicato anche dall’Unione (Ft). La questione della frontiera tra le due parti dell’Irlanda, inizialmente sottovalutata, rischia di bloccare i colloqui successivi, e minaccia l’equilibrio economico e politico nato con gli accordi del Venerdì Santo siglati tra Dublino e Belfast nel 1998, spiega l’Economist.

A Bruxelles oggi si decide anche sulla successione a Jeroen Dijsselbloem. Ci sono in corsa quattro candidati: il favorito, appoggiato anche dall’Italia dopo l’uscita del ministro Padoan dalla partita, è il portoghese Mario Centeno; gli altri sono lo slovacco Peter Kazimir, il lettone Dana Raizniece-Ozola e il lussemburghese Pierre Gravegna (Euronews).

Al centro del dibattito politico in Europa c’è anche il tema della Cata-exit. Oggi il giudice federale belga deciderà sull’estradizione in Spagna dell’auto-esiliato governatore catalano Carles Puigdemont. In Catalogna la campagna elettorale per le elezioni del 21 dicembre inizia ufficialmente domani, dunque queste decisioni avranno una ricaduta politica, osserva El Paìs.

(com.unica, 4 dicembre 2017)

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