Il Cremlino ha annunciato, prima della Casa Bianca, che Russia e Usa hanno trovato un accordo sul processo per definire il futuro della Siria, dopo la sconfitta dell’Isis (Cnn). Trump e Putin hanno convenuto che il conflitto in Siria non ha alcuna soluzione militare e che “la soluzione politica definitiva del conflitto deve essere trovata nel processo negoziale di Ginevra”. Meccanismo che dovrebbe portare a una riforma costituzionale, seguita da elezioni supervisionate dal Palazzo di Vetro (La Stampa).

Donald Trump ha dichiarato di credere alla buona fede di Putin, che a margine del summit dell’Apec in Vietnam ha negato di aver interferito nelle elezioni presidenziali americane del 2016 (Washington Post). Salvo poi chiarire oggi, dicendo di credere nelle agenzie di intelligence statunitensi (Reuters).

Intanto il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson deve rispondere dei legami tra il governo e persone chiave nell’indagine Russiagate a seguito della pubblicazione di una foto che lo ritrae con Joseph Mifsud, il “professore di Londra” con contatti di alto livello al Cremlino (Guardian).

Al vertice Apec è stato raggiunto un compromesso di base sul commercio tra i Paesi di Asia e Pacifico senza gli Stati Uniti (Cnbc). Il Nyt fa notare che il presidente Trump ha lanciato due messaggi contraddittori dal suo viaggio in Asia: le nazioni del mondo devono unirsi agli Stati Uniti per contrastare la minaccia nucleare nordcoreana, ma aspettarsi allo stesso tempo che sul commercio gli Usa facciano a modo loro.

(com.unica, 12 novembre 2017)

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