Gli elettori della Sicilia hanno votato ieri per rinnovare presidente e assemblea. Ha votato meno di un elettore su due. Il dato sull’affluenza si è attestato al 46,76%, in leggero calo rispetto a cinque anni fa, quando fu del 47,41%. Lo spoglio, come prevede la legge regionale, inizierà solo stamattina alle 8 (Post). Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana ha denunciato: “Gli exit poll a seggi chiusi potrebbero spingere a brogli nella notte”.

Per ora si sa questo: gli exit poll danno Nello Musumeci, candidato del centrodestra che partiva come grande favorito, tra il 36 e il 40%. Alle sue spalle, tra il 33 e il 37%, Giancarlo Cancelleri del M5S. Il candidato di centrosinistra e Ap Fabrizio Micari non riesce a superare il 20%; quello della sinistra, Claudio Fava, si ferma sotto il 10% (Repubblica).

Se gli exit poll fossero confermati, la Sicilia sarebbe quindi un trampolino di lancio per il centrodestra in vista delle politiche. Marcello Sorgi sulla Stampa scrive che le urne hanno premiato il “Berlusconi antipopulista”. Crollo, invece, per la sinistra: Matteo Renzi ammette che “è una sconfitta netta”, scrive il Corriere. Secondo La Stampa, il segretario del Pd apre alla possibilità delle primarie. “Se i risultati confermeranno gli exit poll di stasera ci troveremmo davanti a una sconfitta tanto annunciata da tempo quanto netta e indiscutibile”, dice il coordinatore del Pd, Lorenzo Guerini.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni non aspettano lo spoglio: “La cosa certa è che il governo è stato sfiduciato dall’80% dei siciliani. Ora scioglimento del Parlamento ed elezioni subito”.

Ieri si votava anche a Ostia, dove il municipio due anni fa è stato sciolto per mafia. L’affluenza è crollata al 36,15%. M5s e centrodestra si giocheranno il ballottaggio il prossimo 19 novembre. Pd in terza posizione, cresce CasaPound.

(com.unica, 6 novembre 2017)

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