Un’inchiesta basata oltre 13 milioni di documenti rivela gli affari nei paradisi fiscali di 120 politici di tutto il mondo, imprenditori, reali e istituti religiosi. Fra i nomi coinvolti nei Paradise Papers, la regina Elisabetta II e la regina Rania di Giordania, il tesoriere del premier canadese Justin Trudeau, star della musica come Bono Vox e Madonna, l’ex direttore della Cia Wesley Clark, figure dell’amministrazione Trump, oligarchi e imprese a partecipazione statale russi.

I segreti nascosti nei documenti sono stati ricevuti e pubblicati dalla Süddeutsche Zeitung, che li ha condivisi con l’ICIJ, il Consorzio internazionale di giornalisti investigativi, che comprende tra gli altri Guardian, Bbc, Nyt, Le Monde e L’Espresso. Per quel che riguarda i profitti del regno britannico, il denaro della regina sarebbe stato investito negli ultimi 12 anni – dopo il passaggio offshore – anche in catene commerciali come Threshers e BrightHouse: criticate da tempo per il presunto sfruttamento di lavoratori, famiglie povere e persone vulnerabili. Il Ducato di Lancaster, per parte sua, ha fatto sapere di non essere a conoscenza della destinazione finale verso tali società di una parte delle somme affidate a promotori finanziari (Ansa).

I Paradise Papers – scrive la Bbc – svelano anche i legami d’affari tra la Russia di Putin e il segretario al Commercio di Trump: il miliardario Wilbur Ross, avrebbe fatto affari con parenti e amici del presidente russo Vladimir Putin inseriti nella lista nera delle sanzioni Usa. Si tratta in particolare di una società di navigazione nella quale Ross ha interessi e con la quale ha effettuato una serie di investimenti offshore, secondo le nuove rivelazioni.

(com.unica, 6 novembre 2017)

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