l presidente Usa Donald Trump ha detto che valuterà se inviare Sayfullo Saipov, l’attentatore di Manhattan, a Guantanamo (HuffPost) e chiederà al Congresso di revocare il Diversity Immigrant Visa Program, la cosiddetta lotteria per la “Green Card”. Il programma, con il quale anche Saipov era entrato negli Usa anni fa, accoglie migranti provenienti da Paesi poco rappresentati negli Stati Uniti (Wp).

Secondo gli inquirenti ci sarebbe l’ombra dell’Isis: l’attentatore stava pianificando l’attacco da settimane e aveva legami con sospetti terroristi. L’uomo, che potrebbe essere stato aiutato da uno o più complici (Corriere), era già stato attenzionato dalle autorità federali e le persone a lui vicine temevano che si stesse avvicinando a posizioni estremiste (Nyt). 

All’indomani dell’attentato molti osservatori si chiedono come mai l’Isis continui a colpire nonostante le sconfitte sul campo di battaglia in Medio Oriente. Da segnalare al riguardo un’analisi di Alberto Negri sul Sole 24 Ore, che spiega come il vuoto lasciato dall’inefficacia degli stati arabi e musulmani, perennemente sconfitti, venga riempito dal jihadismo e dal terrorismo che rappresentano in maniera sanguinosa la frustrazione accumulata in decenni di fallimenti. “Gli stati arabi, pur ricchi di petrolio, sono incapaci e guidati da leadership avide, l’Occidente è loro complice, della spartizione coloniale e delle sconfitte dei musulmani: questo è l’universo mentale dei jihadisti. Hanno molti nemici e fanno vittime innocenti, in gran parte ignare di questo mondo dei vinti.”

(com.unica, 2 novembre 2017)

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