A Madrid migliaia di persone in piazza contro la secessione ne chiedono l’arresto

In un messaggio registrato ieri da Girona, dove risiede, Carles Puigdemont ha chiesto ieri a gran voce una “opposizione democratica” all’applicazione dell’articolo 155, che comprende la sua destituzione e quella dei consiglieri dell’Assembrela regionale. “In una società democratica sono i parlamenti che eleggono o destituiscono i presidenti” ha detto Puigdemont, che ha promesso di continuare a “lavorare per un Paese libero”.

“Il modo migliore di difendere ciò che abbiamo ottenuto è l’opposizione democratica all’applicazione dell’articolo 155” ha detto Puigdemont. Nella sua prima apparizione pubblica da quando è stato destituito da presidente della Catalogna, con a fianco la bandiera catalana e quella Ue, non ha chiarito se si considera presidente della nuova repubblica che non è riconosciuto da Madrid o all’estero. In una copia del discorso diffusa dall’agenzia Afp si firma “presidente del governo catalano”, sottolineando che si considera ancora presidente del governo regionale, ma non si firma come presidente della repubblica catalana proclamata ieri. Puigdemont ha chiesto anche ai catalani di difendere la repubblica proclamata dal parlamento regionale. “Dobbiamo continuare a difendere la fase in cui siamo entrati con un instancabile senso di responsabilità e impegno pacifico”.

Migliaia di persone a Madrid, riunite nella Plaza Colon sotto una bandiera spagnola gigante, hanno invece scandito lo slogan “Prigione per Puigdemont”. “È una disgrazia quanto è accaduto in Catalogna, e una disgrazia quanto è accaduto dopo”, ha detto Carlos Fernandez, un ingegnere minerario di 41 anni (Askanews). “Siamo qui per dimostrare la nostra unità, per proclamare che ci riprenderemo la Catalogna”, gli ha fatto eco un altro partecipante. Riferendosi allo slogan “Prigione per Puigdemont”, ha aggiunto: “Non ci fermeremo finché avremo visto tutti i leader separatisti in prigione”. I magistrati spagnoli hanno annunciato che la prossima settimana incrimineranno Puigemont per “ribellione” – un crimine punibile con anche 30 anni di reclusione.

(com.unica, 29 ottobre 2017)

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