Dopo 35 giorni e otto fiducie parlamentari, l’Italia ha una nuova legge elettorale: il Rosatellum è stato approvato ieri anche al Senato, con due terzi dei voti (Repubblica). Tra i favorevoli, Lega, Forza Italia e il gruppo di Verdini, che nel suo intervento rivendica il peso di Ala nella maggioranza di fatto. Un tour de force tra Camera e Senato per approvare la legge prima del voto siciliano e prima della sessione di Bilancio, che prende il via martedì.

La nuove legge elettorale disegna un sistema misto: in entrambe le Camere avremo parte dei parlamentari eletti con i collegi uninominali e parte con il metodo proporzionale. Gli stessi criteri varranno anche per le circoscrizioni estere (IlPost). Subito dopo il voto il presidente del Senato Pietro Grasso ha comunicato il suo addio al gruppo del Pd (Corriere). Grasso non si riconosce più «nel merito e nel metodo» e vede con preoccupazione le prospettive future di questo Pd. Un partito che potrebbe imbarcare in coalizione pezzi di centrodestra e di cui condanna «comportamenti che imbarazzano le istituzioni e ne minano la credibilità e l’indipendenza». Prima ancora, erano stati due gli interventi di alto livello critici con la legge: quello di Giorgio Napolitano e di Mario Monti. Il M5s ha chiesto a Mattarella di non firmare la nuova legge elettorale. Beppe Grillo, intanto, annuncia che separerà il suo blog dal Movimento (Corriere).

Le divisioni hanno determinato anche lo stallo della legge sul biotestamento, approvata alla Camera e poi arenatasi in Senato. Ieri Emilia Grazia De Biasi, relatrice della legge, si è dimessa nel tentativo di far arrivare il testo in Aula prima della fine della legislatura (AdnKronos). Un momento in cui, però, tutte le attenzioni saranno giocoforza concentrate sull’approvazione della legge di stabilità.

(com.unica, 27 ottobre 2017)

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