La premier britannica Theresa May ha detto che se non verrà raggiunto un accordo sul commercio entro l’estate, il Regno Unito lascerà l’Unione nel 2019 senza alcun periodo di transizione (The Telegraph). Ma anche se al momento c’è una fase di stallo sono pochi quelli che vorrebbero uscire dall’Ue senza alcuna intesa (Politico).  Le difficoltà per May non finiscono qui: i deputati del suo stesso partito le hanno intimato di non concedere una cifra maggiore a Bruxelles pur di fare procedere i negoziati (The Independent).

Un gruppo di parlamentari europei ha scritto ieri una lettera al ministro degli Esteri britannico, Amber Rudd, per avvertirla che il piano per schedare cittadini Ue che risiederanno nel Regno Unito sarebbe contrario alle leggi europee (Adnkronos). Il progetto della Rudd, scrive il Guardian, prevede che nel periodo immediatamente successivo a divorzio tra Londra e Bruxelles, le generalità dei cittadini dell’Unione europea residenti in Gran Bretagna vengano inserite in uno speciale elenco. Una possibilità che viene contestata dagli europarlamentari firmatari della lettera, che ricordano al ministro britannico che durante il periodo di transizione che prenderà il via dopo la Brexit, nel marzo del 2019, Londra rimarrà comunque soggetta alle leggi Ue. Gli europarlamentari ricordano quindi alla Rudd che “l’Articolo 26 della direttiva sulla libertà di movimento chiarisce che i certificati di residenza devono essere per tutti o per nessuno”. Gli eurodeputati, dei quali fanno parte membri dei gruppi S&D, Alde e V-Ale, contestano anche l’idea che i cittadini Ue con precedenti penali possano essere espulsi dalla Gran Bretagna. Anche questa proposta della Rudd, scrivono, è contraria alla direttiva Ue sulla libertà di movimento.

(com.unica, 24 ottobre 2017)

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