Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito l’Iran un “regime fanatico” che finanzia i terroristi e si è rifiutato di mantenere in vigore l’accordo sul nucleare, sostenendo che sia troppo indulgente e che Teheran l’abbia più volte violato, diffondendo “morte, distruzione e caos” (Bbc). Trump ha chiesto agli alleati europei e al Congresso di modificare l’intesa, altrimenti “per gli Usa non varrà più nulla”. E contestualmente ha presentato la sua “nuova strategia”, che condanna le violazioni iraniane dei diritti umani e prospetta nuove sanzioni contro il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Politico).

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha definito il discorso americano pieno di “accuse senza fondamento”, sottolineando che un trattato internazionale non può essere revocato unilateralmente (Independent).

Anche l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini ha ricordato che a un accordo unanimemente approvato dall’Onu non può mettere fine un solo Paese. Critiche a Washington arrivano anche da Gran Bretagna, Francia, Germania e Russia, mentre al suo fianco si schierano Israele e Arabia Saudita (Fatto Quotidiano). Adesso il Congresso ora ha 60 giorni per decidere se reintrodurre le sanzioni. Fino ad allora, scrive il Guardian, quelle di Trump non sono che minacce.

(com.unica, 14 ottobre 2017)

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