La Camera approva la riforma elettorale: dopo tre voti di fiducia, il testo del Rosatellum bis passa con il voto segreto con 375 sì e 215 no, dimostrando la tenuta del patto tra Pd, Fi, Ap, Fi e Lega, nonostante una cinquantina di franchi tiratori (Repubblica). Contrari Mdp, Sinistra italiana, Fratelli d‘Italia e M5s (Fatto Quotidiano). Oggi la legge dovrebbe arrivare in Senato, dove l’esame potrebbe iniziare la prossima settimana, con l’obiettivo di andare in aula il 24 ottobre. È probabile una nuova richiesta di fiducia (HuffPost).

Nel testo passa tra le polemiche un emendamento all’articolo 5 che consente a chi risiede in Italia di potersi candidare in una circoscrizione estera. La norma è considerata da alcuni un modo di salvare deputati in scadenza (Corriere). Il Quirinale è soddisfatto per il passo avanti. Si potrebbe votare domenica 4 marzo 2018, scrive il Messaggero.

Fuori dal Parlamento il M5s ha fischiato il voto, invitando alla ribellione (Rainews). Il loro leader maximo non si fa vedere in piazza a Montecitorio dove per tutto il pomeriggio fino al voto finale gli attivisti M5s hanno manifestato. Annuciato ufficialmente con un post sul blog e anche dalla senatrice Paola Taverna dal palco, alla fine il comico genovese infrange la promessa e resta in hotel. Una decisione maturata col passare delle ore, di cui stampa e attivisti prendono atto soltanto dopo l’ok dell’aula alla legge elettorale. 

(com.unica, 13 ottobre 2017)

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