La Camera ha approvato gli articoli 1 e 2 della nuova legge elettorale. Su entrambi i voti il governo aveva posto la fiducia. Oltre al Pd hanno votato sì Forza Italia e Lega Nord; contrari invece M5S, Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. La terza fiducia è prevista per oggi sull’articolo 3, poi ci sarà il voto finale sul testo complessivo (composto in tutto da 5 articoli), che avverrà a scrutinio segreto (TgCom24). Questa la motivazione che ha spinto il premier Gentiloni a muoversi in questa direzione: “Si pone la questione della fiducia, per facilitare il percorso della legge elettorale. Ce lo chiede la maggioranza perché c’è il rischio di trovarsi con un nulla di fatto. L’unica cosa certa è che questa iniziativa è sostenuta da un arco di forze parlamentari più ampio della maggioranza e siccome abbiamo bisogno di regole certe e chiare non possiamo ignorarlo”.  

I Cinque Stelle hanno organizzato una protesta davanti a Montecitorio che ha avuto l’effetto di riunificare le due anime del Movimento, quella di Fico e quella di Di Maio, in attesa dell’arrivo previsto per oggi di Beppe Grillo, (Huffington Post). Ma il pubblico era eterogeneo e comprendeva anche forconi e no vax (Repubblica) con cui si sono registrati momenti di tensione. In piazza anche il vari partitini e movimenti a sinistra del Pd: Bersani, Speranza, Civati, Fratoianni, ma anche Nichi Vendola: tutti hanno espresso il suo dissenso alla legge davanti al Pantheon.

Se venerdì mattina uscirà la fumata bianca, la legge elettorale passerà al Senato martedì in commissione e mercoledì o giovedì in aula. Se invece si ritardasse fino al 27 ottobre, si aprirebbe una finestra anche per lo Ius soli, riscritto per andare incontro ad Ap, che una volta approvato andrebbe alla Camera a novembre per essere votato con la fiducia (La Stampa).

(com.unica, 12 ottobre 2017)

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