Bob Corker, un senatore repubblicano del Tennessee di primo piano, ha avvertito che le minacce del presidente Usa Donald Trump contro Paesi terzi possono mettere l’America “sulla strada verso la Terza Guerra mondiale”. Corker, presidente della Commissione Esteri del Senato, ha attaccato il presidente perché gestisce il suo ufficio come un “reality show”. “Mi preoccupa” ha detto al New York Times, “Dovrebbe preoccupare chiunque tiene al nostro Paese”. C’è stata un’escalation nello scambio di accuse a partire da ieri mattina, quando Trump ha twittato che Corker ha deciso di non ricandidarsi perchè non ha “fegato” e il senatore ha replicato che la Casa Bianca è diventata un “asilo per adulti”.

Corker è un moderato che inizialmente aveva sostenuto Trump nella sua corsa alla Casa Bianca. Nei mesi scorsi invece è stato uno dei critici repubblicani più espliciti. Dopo aver affermato nei giorni scorsi che che solo la presenza di generali nel circolo più ristretto del presidente impedisce che prevalga il “caos”, Trump ha attaccato il senatore per la sua decisione di ritirarsi a vita privata e l’ha accusato di avere una pesante responsabilità nell’accordo sul nucleare iraniano, che il presidente vorrebbe ritoccare profondamente. “Il senatore Bob Corker mi ha ‘implorato’ di sostenerlo per la rielezione in Tennessee. Ho detto ‘NO’ e ha rinunciato (dicendo che non avrebbe vinto senza il mio sostegno)” ha scritto. “Voleva anche essere segretario di Stato, ma io ho detto ‘NO GRAZIE’. E ha anche una grossa responsabilità per l’orrendo accordo iraniano!”. Corker ha smentito la versione di Trump, spiegando al Times che il presidente gli aveva chiesto di ricandidarsi, promettendo che l’avrebbe sostenuto. “Non so perchè il presidente twitta cose non vere” ha detto.

Se le aggressioni via Twitter di Trump non sono inusuali, estremamente insolita è la replica così diretta di un compagno partito in una posizione tanto in vista. Il senatore ha risposto “E’ un peccato che la Casa Bianca sia diventato un asilo per adulti. Evidentemente qualcuno stamattina non si è presentato per il suo turno”, lasciando intendere che i badanti presidenziali non fanno il loro lavoro (Askanews).

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