Theresa May spiega la Brexit a Firenze e detta la sua timeline, tentando di sbloccare lo stallo nei negoziati. La premier chiede alla Ue un accordo “creativo” e due anni di transizione prima di lasciarsi, durante i quali varranno le leggi europee. Fino al 2021, quindi,  la Gran Bretagna manterrà i propri legami con la Ue (Telegraph). Una Brexit transitoria di cui la premier non fornisce, però, grandi dettagli (Cnbc).

Si tratta ora di capire in che modo preparare un’uscita indolore dall’Ue e come – sono parole della premier britannica –  “cogliere un periodo di opportunità” per l’Ue e per la Gran Bretagna perchè “abbiamo il futuro a portata di mano e dobbiamo coglierlo”. La May lancia un messaggio rassicurante ai cittadini europei che risiedono in Gran Bretagna: i loro diritti saranno rispettati e “garantiti anche in futuro”. In particolare la May definisce “preziosi” i 600 mila italiani che si trovano nel Regno Unito: “Vogliamo che rimaniate, siete per noi un valore, vogliamo che restiate. L’impegno è di assicurare che voi continuiate a vivere le vostre vite come prima”. Ma il quadro legale resta complesso perchè la May anche da Firenze ribadisce che non sarà mantenuta la giurisprudenza della Corte europea di giustizia sulle dispute dei cittadini Ue, anche se i loro diritti saranno assicurati dalle corti britanniche. “Dal 29 marzo 2019 non saremo più parte dell’Ue, ma i nostri rapporti con l’Ue si potranno sviluppare in modo nuovo” ribadisce la May, rilanciando la proposta di “un periodo di attuazione degli accordi, una volta usciti dall’Unione europea”: “Ci sarà un limite temporale che potrà essere concordato in base all’articolo 50” e che sarà “un periodo che dovrebbe durare due anni ma potremmo anche anticipare”.

Aperture ai cittadini Ue ma i problemi rimangono, ricorda oggi Repubblica. In particolare c’è un problema di ordine legale: cosa succede se un europeo, dopo la Brexit, entra in un contenzioso con lo stato britannico sentendo lesi i suoi diritti, per esempio per il ricongiungimento con un familiare o per una questione retributiva o per un qualunque altro problema? Fintanto che il Regno Unito fa parte della Ue, la massima autorità giudiziaria in materia è la Corte Europea di Giustizia. Come ha spiegato ieri a “Repubblica” una fonte del governo britannico: “Sarebbe come ripristinare il vecchio diritto coloniale, quando per esempio un cittadino inglese a Shanghai poteva essere giudicato soltanto in base alle leggi e dai tribunali britannici”.

(com.unica, 23 settembre 2017)

Share This: