La Fed inizia a smantellare il Quantitative easing. A partire da ottobre la banca centrale Usa ridurrà gli acquisti di titoli di Stato americani al ritmo di 10 miliardi al mese, cifra destinata a salire nel tempo fino a un massimo di 50 miliardi (Washington Post). La Banca centrale americana ha poi deciso di mantenere per il momento i tassi invariati, prevedendo però di alzare il costo del denaro un’altra volta entro la fine dell’anno (Wall Street Journal). Prevista per oggi la decisione della Bank of Japan sui tassi: è probabile una continuazione dell’attuale politica monetaria per stimolare l’economia.

Sullo sfondo c’è un’economia che riparte, anche in Italia. Nel suo ultimo rapporto l’Ocse rivede al rialzo le stime di crescita del nostro paese. Secondo l’organizzazione il Pil italiano dovrebbe registrare un aumento dell’1,4% nel 2017 e dell’1,2% nel 2018 (Repubblica). 

Per quanto riguarda la Brexit, secondo il ministro ombra Keir Starmer l’Unione europea attende con impazienza il discorso che Theresa May terrà venerdì a Firenze, ma teme  che il premier britannico non sia sufficientemente forte per mantenere le promesse che farà (Guardian). A influenzare il giudizio di Bruxelles è soprattutto il rapporto, diventato sempre più conflittuale, con Boris Johnson (Sole 24 Ore).

Entra in vigore in via provvisoria il Ceta, il trattato di libero scambio tra Unione europea a Canada. Tra le misure subito applicabili c’è la tutela delle indicazioni geografiche che interessa anche 41 prodotti italiani (Il Sole 24 Ore).

(com.unica, 21 settembre 2017)

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