Parlando per la prima volta all’Assemblea generale dell’Onu, il presidente americano Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti hanno “grande forza e pazienza”, ma saranno costretti a “distruggere totalmente la Corea del Nord” se il regime di Kim Jong-un attaccherà gli Stati Uniti o i suoi alleati (New York Times).

Nel suo discorso Trump ha alternato la retorica dell’asse del male per attaccare le “rogue nation” come Corea del Nord, Venezuela a Iran – “Se i molti giusti non affrontano i pochi malvagi, il male trionferà” – a quella dell’America First – “metterò sempre l’America al primo posto” (Foglio). Nessun presidente americano aveva mai parlato così all’Onu, scrive la Cnn. Per Trump a risollevarsi non deve essere solo l’America, ma ogni nazione, scrive il direttore della Stampa Maurizio Molinari.

Trump ha definito l’accordo nucleare con l’Iran “imbarazzante” per gli Stati Uniti, mentre il presidente francese, Emmanuel Macron, lo ha difeso in quanto espressione del multilateralismo necessario, secondo lui, per governare il mondo. Parlando dopo Trump, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha detto che l’Iran sta sviluppando missili che minacciano il mondo intero, per cui l’accordo con Teheran va cambiato o respinto (Newsweek).

Il presidente francese Macron, anche lui alla sua prima all’Onu, ha difeso i valori occidentali, ha ripetuto più volte la necessità di difendere libertà e diritti, ha elencato le misure messe in atto per l’immigrazione e ha difeso l’accordo iraniano, ponendosi di fatto come antagonista a Trump (Abc), a cui ha anche ribadito che l’accordo sul clima di Parigi non si rinegozia (Nbc).

(com.unica, 20 settembre 2017)

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