Trump è arrivato a New York per partecipare alla 72° Assemblea generale dell’Onu, la prima del suo mandato, che da domani affronterà le tre crisi mondiali di Corea del Nord, Myanmar e Venezuela. Il politico dell'”America First” ha già chiesto maggiore condivisione di responsabilità per quanto riguarda la sicurezza internazionale (Financial Times). Ma ieri si è lasciato andare a un tweet provocatorio in cui ha definito Kim Jong-un “uomo razzo” (Corriere).

Parlando della Corea del Nord, l’ambasciatrice Usa all’Onu Nikki Haley ha dichiarato che se il Consiglio di sicurezza ha esaurito le possibilità di contenere Pyongyang, lo stesso non vale per il Pentagono (Cnn). 

Oggi alle 13 (ora locale) Trump incontrerà Benjamin Netanyahu, il quale ha già avvertito che “Israele non tollererà la presenza militare iraniana ai nostri confini settentrionali” (Times of Israel). In discussione c’è anche l’annullamento dell’accordo sul nucleare, o almeno il congelamento dei programmi di Teheran da 10 a 25 anni (Ansa), in vista del 15 ottobre quando l’Onu e la comunità internazionale dovranno decidere se il patto è stato rispettato. In particolare Netanyahu ritiene necessario la demolizione delle centrifughe più avanzate e il congelamento dei progetti iraniani relativi a missili di lunga gittata (che non figurano nell’accordo originale delle potenze mondiali con Teheran). Netanyahu chiederà che gli Usa si adoperino contro il sostegno iraniano a “formazioni terroristiche, come Hamas e Hezbollah”. Ma l’ayatollah Ali Khamenei ha già avvertito che l’Iran reagirà con forza a qualunque “mossa sbagliata” di Washington.

(com.unica, 18 settembre 2017)

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