Il consiglio di sicurezza dell’Onu si è riunito d’urgenza all’indomani del lancio di un nuovo missile da parte di Kim Jong-un in direzione Giappone. Il consiglio “ha sottolineato l’importanza di lavorare per ridurre le tensioni nella penisola coreana” e ha ripetuto l’importanza di mantenere la pace e la stabilità nella regione. L’Onu ha infine dato il benvenuto agli sforzi dei Paesi membri volti a promuovere una soluzione pacifica e svolta attraverso il dialogo alla questione nordcoreana. Poche ore prima, attraverso il suo portavoce, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aveva condannato l’ultima provocazione di Pyongyang e aveva spinto i suoi leader a “mettere fine a ulteriori test, a rispettare le risoluzioni Onu e a permettere la ripresa di un dialogo sincero sulla denuclearizzazione”. Il segretario di Stato Usa Rex Tillerson ha definito Pyongyang “una minaccia globale”. La prossima settimana, nel suo primo discorso all’Assemblea generale Onu, Trump dovrebbe muovere un duro attacco a Corea e Iran (Reuters).

Kim però ha ribadito che il suo Paese intende andare avanti per “riequilibrare” la forza militare con gli Usa (Ap). “Il nostro obiettivo finale è di stabilire un equilibrio di forze reali con gli Usa e di fare in modo che i governanti Usa non osino parlare di opzioni militari per la Repubblica democratica popolare di Corea” ha detto Kim, secondo l’agenzia di stato Kcna. Il Paese userà tutti i poteri dello stato per concludere un programma nucleare che ora è “prossimo al termine”, ha detto Kim.

Il consigliere per la Sicurezza della Casa Bianca McMaster ha spiegato che “l’opzione militare c’è, ma non è necessariamente la migliore” (RaiNews). Ma la nuova escalation sta portando la Corea del Sud a rivedere la sua posizione, finora orientata al tentativo di dialogo.

(com.unica, 16 settembre 2017)

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