La Corea del Nord ha lanciato un altro missile Hwasong-12 verso il Giappone: partito alle 6.57 locali (le 22.57 in Italia) da Sunan, vicino all’aeroporto di Pyongyang, il razzo ha sorvolato capo Erimo, nella parte meridionale dell’isola di Hokkaido, per inabissarsi nell’Oceano Pacifico, non lontano dalla base militare americana di Guam, 19 minuti e 3.700 chilometri dopo (CNN). È la risposta di Kim Jong-un alle sanzioni decise dall’Onu lunedì, che comunque non toccano i rifornimenti, principalmente dalla Cina, di petrolio. Secondo i militari sud coreani questa volta il missile ha avuto una gittata ben superiore rispetto a quello di fine agosto, già considerato dagli esperti un missile intercontinentale potenzialmente in grado di trasportare una mini testata nucleare verso gli Stati Uniti e l’Europa. Ed è di pochi giorni fa – il 3 settembre – il sesto test nucleare nord coreano, che secondo alcuni esperti, anche americani, ha fatto esplodere una bomba all’idrogeno, provocando un terremoto di una intensità superiore alla magnitudo sei della scala di Richter.

Il premier giapponese Shinzo Abe ha dichiarato che “non tollererà” altre minacce, ma in concreto non ha potuto fare altro che inviare sms di allerta alla popolazione locale per invitarla ad andare nei rifugi (Guardian). Il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in ha convocato una riunione immediata del consiglio di sicurezza nazionale e condotto lanci di prova di due missili balistici vicino al confine per dimostrare ai vicini di essere pronto a una risposta militare (Yonhap News Agency).

Il consiglio di sicurezza dell’Onu s’incontrerà oggi alle 15 (le 21 in Italia) per una riunione di emergenza sollecitata da Usa e Giappone.

(com.unica, 15 settembre 2017)

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