Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione che prevede il bando alle esportazioni tessili nordcoreane e il taglio alle importazioni di petrolio e gas per Pyongyang. Sono misure meno severe rispetto a quelle proposte dagli Usa (Bbc) per rispondere alle richieste di Russia e Cina, che hanno potere di veto. Si tratta del nono pacchetto di sanzioni da parte dell’Onu contro la Corea del Nord dal 2006 (Guardian). 

Nonostante siano state descritte come le più importanti finora messe in atto, il “New York Times” ricorda come in realtà le nuove sanzioni rappresentino un piccolo passo in avanti di fronte al fatto che la Corea del Nord abbia portato a termine il suo sesto test nucleare. Inoltre il quotidiano di New York sottolinea che anche se sono state voltate da tutti e quindici i membri del Consiglio di Sicurezza, l’accordo su un provvedimento così alleggerito mostra l’enorme potere decisionale di Cina e Russia.

“La Corea del Nord non ha ancora passato il punto di non ritorno”: lo ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, dopo l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di nuove sanzioni contro il regime asiatico, precisando che “gli Usa non cercano la guerra con Pyongyang”. “Il mondo civilizzato deve fare quello che la Corea del Nord non sta facendo, ossia fermare la sua marcia verso la costruzione di un arsenale nucleare. La scelta e’ loro. Se continueranno su questa strada continueremo ad aumentare la pressione, se decideranno di cambiare percorso il mondo vivrà in pace con loro”, ha aggiunto la Haley.

(com.unica, 12 settembre 2017)

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