La ripresa economica europea si consolida e si guarda alla Bce. Giovedì il direttivo della Bce discuterà dell’incremento dell’euro sui mercati e soprattutto dei tempi per porre fine al quantative easing. Realisticamente, però, nessuna decisione dovrebbe arrivare prima di fine ottobre.

A proposito di banche centrali, la Fed pubblica mercoledì il Beige Book aggiornato sull’andamento dell’economia Usa. Oltreoceano c’è attesa per un nuovo rialzo dei tassi, ma gli economisti, data la debolezza dell’inflazione e la crescita dell’occupazione inferiore alle attese, ritengono che nel prossimo meeting i tassi resteranno invariati.

Dopo che l’Istat ha certificato la crescita del Pil al ritmo dell’1,5% annuo, al ministero dell’Economia si lavora per preparare la nota di aggiornamento del Def, attesa per il 20 settembre, nella quale saranno riviste le stime del governo sul Pil (Ansa). Ma con le elezioni in vista, resta il rischio, nonostante le rassicurazioni del titolare di Via XX settembre, che si debbano fare i conti con una “manovra elettorale” dove la coperta risulterà comunque troppo corta (Sole 24 Ore). Mancano ancora coperture per 8 miliardi, scrive oggi il Corriere. La ripresa “è sicuramente con una forte componente ciclica, non solo in Italia ma anche in eurozona. Ma ha una componente strutturale che va crescendo” – ha detto ieri il ministro dell’Economia Padoan al Forum Ambrosetti di Cernobbio.  Secondo il ministro, per ridurre gli squilibri “bisogna avere una visione complessiva del Paese”. “Il problema di una crescita di lungo periodo non è un problema nuovo, o la produttività calante, ce lo portiamo avanti da un ventennio” ma questo “nasconde un problema più serio, gli squilibri, territoriali, di genere, di dimensione e istruzione”. 

La sfida di Macron. In Francia, invece, si annuncia un autunno di scioperi contro la riforma del lavoro (Le Figaro) che, secondo Le Monde, è ambiziosa e ha da dimostrare nella pratica quanto sarà giusta ed equilibrata.

(com.unica, 4 settembre 2017)

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