Sono arrivate le prime reazioni alla follia di Kim Jong-un che ha portato la Corea del Nord a testare un ordigno nucleare della potenza di 100 kilotoni, cinque volte più potente di quello esploso a Nagasaki. L’azione ha suscitato condanne dalla Corea del Sud agli Usa e anche da Russia e Cina (Bbc). Seoul e Washington preparano delle contromosse militari e oggi il Consiglio di sicurezza dell’Onu può approvare nuove sanzioni (Reuters). La richiesta di una riunione urgente del Consiglio è stata avanzata da Usa, Gran Bretagna, Francia, Giappone e Corea del Sud. Dagli Stati Uniti: “Massiccia reazione militare se minacciati”. Ma Putin mette in guardia da azioni militari. Pechino: fermare azioni “sbagliate” e rispettare risoluzioni Onu. Il presidente sudcoreano: “Isolare completamente Pyongyang”. Merkel-Macron-Gentiloni: “Reazione internazionale forte”. Nato: “Stop a programma atomico in modo completo e verificabile”.

I fatti: due scosse di magnitudo 6,3 e, otto minuti dopo, 4,6 con epicentro nel sito di test atomici di Punggye-ri, non lontano dalla città nordcoreana di Kimchaek, affacciata sul mar del Giappone, sono state registrati intorno alle 11.30 di ieri mattina (le 5.30 in Italia) dall’agenzia sismica sudcoreana (Guardian). Si tratterebbe del sesto test nucleare di Pyongyang, confermano anche Usa e Giappone. Il sisma è stato avvertito anche nella russa Vladivostok (BBC). 

Ieri Kim Jong-un, durante l’ispezione di una testata nucleare ad idrogeno che secondo l’agenzia Kcna “è in grado di essere montata sul nuovo missile intercontinentale Icbm e di esplodere anche ad altitudine elevata”, ha affermato che: “La Corea del Nord può produrre quante armi nucleari vuole” (Corriere). L’esercito sudcoreano ha alzato il livello di allerta militare, il Giappone valuta sanzioni sul petrolio.

(com.unica, 4 settembre 2017)

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