I quattro attentatori sopravvissuti agli attacchi di Barcellona e Cambrils sono stati interrogati a Madrid. Uno di loro, il 21enne Mohamed Houli Chemlal, che sta collaborando con gli inquirenti, ha confermato che il piano originario era molto più ampio: volevano colpire la città in più punti, compresa la Sagrada Familia. L’interrogatorio conferma anche che il leader del gruppo era l’imam Abdelbaki Es Satty.

La cellula di Ripoll aveva legami non solo con il Marocco, Paese di provenienza degli attentatori, ma anche con la Francia: circa una settimana prima dell’attacco fecero un viaggio molto breve a Parigi, come ha confermato il ministro dell’Interno Gérard Collomb, ma non si sa ancora bene a fare cosa (Abc). La strategia dell’imam di Ripoll apre un nuovo fronte nella lotta al terrorismo. Secondo Il Politico, i fatti di Barcellona avrebbero favorito uno dialogo della città catalana con la storica rivale, la capitale Madridma a giudicare da alcuni titoli della stampa nazionale spagnola, la tesi è molto discutibile.

La lotta al terrorismo sarà, insieme alla questione migranti, al centro del vertice a Parigi tra Gentiloni, Macron, Merkel e Rajoy il prossimo lunedì 28 agosto. Le salme di Luca e Bruno, i due italiani uccisi, sono rientrate ieri in Italia (Repubblica). Il Boeing KC 767 del 14esimo stormo dell’Aeronautica militare, con a bordo i corpi di Luca Russo e Bruno Gulotta, è atterrato sulla pista dell’aeroporto militare di Ciampino alle 0.05.  Ad accogliere i feretri avvolti nel tricolore, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

(com.unica, 23 agosto 2017)

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