Le truppe “bolivariane”, fedeli al presidente Nicolas Maduro, hanno stroncato sul nascere la rivolta di un piccolo battaglione militare nella provincia di Valencia, nel nord del Venezuela. Uccisi due dei ribelli, almeno otto gli arresti (Al Jazeera). “Oggi abbiamo vinto con le pallottole”, ha detto Maduro, secondo il quale il golpe sarebbe stato guidato a distanza dai leader dell’opposizione rifugiati a Miami e in Colombia (Bbc).

Su quanto accaduto si sono però addensati pesanti sospetti. Secondo alcuni analisti non è chiaro se il tentato golpe fosse genuino oppure manovrato dallo stesso Maduro per giustificare una stretta militare sul Paese e lasciare campo libero alla sua neoeletta, con brogli, Costituente (Guardian).

Intanto un video diffuso dall’organizzazione internazionale Human Rights Watch mostra l’escalation di violenze compiute dalla polizia durante le manifestazioni di protesta degli ultimi mesi (Corriere). Migliaia di venezuelani (in media 50 mila al giorno) stanno fuggendo verso Colombia, Ecuador, Cile e Perù. A Caracas – scrive oggi il Corriere – si è rivista in pubblico Luisa Ortega Díaz, la procuratrice generale rimossa sabato per ordine del regime e della nuova Assemblea costituente. La Ortega ha dichiarato di non riconoscere la validità giuridica del suo allontanamento, in un incontro che si è tenuto in una università. «La Costituente non ha alcuna validità, è stata convocata illegalmente e il processo viziato da misure anticostituzionali. La partecipazione al voto è stata minima e le poche persone che sono andate ai seggi lo hanno dovuto fare perché obbligate». Nelle strade della capitale le solite barricate di oltre tre mesi di rivolta e il fumo acre dei lacrimogeni.

(com.unica, 7 agosto 2017)

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