Il fallimento della riforma sanitaria, affossata dall’opposizione interna dei senatori repubblicani, minaccia di gettare nel caos la presidenza di Donald Trump. Secondo il Nyt la legge alternativa a cui stavano lavorando i leader del partito, per annullare parti dell’Obamacare senza sostituirlo, nasce già morta: tre senatori conservatori si sono detti contrari (Politico). Il nuovo piano del presidente? Semplicemente “lasciare la riforma di Obama fallire”.

Trump ha speso i primi sei mesi del suo mandato provando a demolire quello che il suo predecessore aveva costruito, senza riuscirci (Nyt). E non ha saputo tenere fede all’immagine di “dealmaker”, di uomo d’affari in grado di strappare accordi (Washington Post). Ora è tutta la sua agenda di riforme a essere in pericolo (Ft).

Ieri il dollaro è sceso ai livelli minimi da dieci mesi sulle altre valute, compresi euro e, bello smacco, peso messicano. Crescono i dubbi sulla possibilità che ora il presidente statunitense riesca a far passare gli interventi di stimolo fiscale e taglio delle tasse (Ft). Intanto la Casa Bianca ha inviato al Congresso le linee guida per la ridefinizione del Nafta, il trattato di libero scambio con Canada e Messico. Il documento ha un tono molto più “morbido” del previsto: non si fa riferimento alla barriera tariffaria promessa da Trump in campagna elettorale (Sole24Ore).

Ma come spesso succede quando è in difficoltà Trump può sempre contare nell’amico Putin: ieri si è appreso da fonti della Casa Bianca che il presidente americano  ha avuto un secondo faccia a faccia privato con il capo del Cremlino a margine del G20 di Amburgo. 

(com.unica, 19 luglio 2017)

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