Donald Trump Jr, figlio del presidente, era consapevole che l’incontro con l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya riguardasse materiali compromettenti su Hillary Clinton, “parte del sostegno del Cremlino” al padre (Wp). “Lo adoro”, scriveva Trump all’intermediario del meeting, come si legge nelle mail che lui stesso ha twittato appena prima che le pubblicasse il New York Times. Secondo il Washington Post la famiglia Trump sapeva delle interferenze russe nelle elezioni e le ha sollecitate.

L’avvocatessa Veselnitskaya ha dichiarato di non aver mai avuto informazioni che potessero danneggiare la Clinton. Oltre al figlio del presidente, al meeting alla Trump Tower parteciparono l’allora capo del comitato elettorale Paul Manafort e il genero di Trump Jared Kushner, entrambi oggi sotto indagine per il Russiagate. “Mi hanno supplicata di dare loro informazioni sulla Clinton”, ha detto la legale (Ncbc). Quella che è in corso è una vera e propria guerra diplomatica: Mosca si starebbe preparando a espellere circa trenta diplomatici statunitensi, per rispondere all’espulsione di 35 diplomatici russi decisa da Washington nel dicembre del 2016 (Bbc).

Intanto è sempre caldo il fronte anti Corea del Nord: ieri in un test nel Pacifico gli Stati Uniti hanno simulato il lancio di un missile balistico intercontinentale, come quello lanciato dalla Corea del Nord lo scorso 4 luglio, e lo hanno abbattuto (Cnn). Nel frattempo Pechino ha gelato le richieste di Washington di un intervento più deciso contro Kim: “Ciascuno faccia la sua parte” (Reuters).

Per quanto riguarda la lotta all’Isis da segnalare la firma da parte del segretario di Stato Rex Tillerson di un memorandum d’intesa con il Qatar per aumentare gli sforzi del Paese nel contrasto al finanziamento del terrorismo, una delle questioni al centro della crisi diplomatica nel Golfo (Bloomberg). Oggi Tillerson sarà a Jeddah per i colloqui con i ministri degli Esteri dei quattro Paesi che hanno interrotto le relazioni con il Qatar.

(com.unica, 12 luglio 2017)

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