La Corte Suprema americana ha stabilito che potrà tornare parzialmente in vigore il travel ban, l’ordine esecutivo con cui Donald Trump aveva bloccato l’ingresso negli Usa di persone provenienti da Siria, Iran, Yemen, Somalia, Sudan e Libia. Il provvedimento era stato sospeso da due tribunali federali. “Una chiara vittoria per la sicurezza nazionale”, ha commentato il presidente Usa.

In realtà si tratta di una vittoria parziale: i giudici emetteranno sentenza inappellabile il prossimo ottobre, nel frattempo hanno annullato la sospensione delle due corti federali, che decadrà dopo 72 ore (dopodomani). Nel testo dell’ordinanza hanno anche precisato che il blocco in ingresso vale per chi proviene da quei Paesi e non è in grado di dimostrare di avere relazioni con persone, società o istituzioni degli Usa. Chi ha un familiare, un lavoro o studia negli Stati Uniti potrà quindi entrarvi (Politico). Fa discutere anche la decisione della Corte Suprema di discutere il caso di un pasticciere del Colorado accusato di violazione delle leggi anti-discriminatorie: si era rifiutato di confezionare la torta nuziale per una coppia gay adducendo “motivi religiosi” (New York Times).

C’è un altro fronte interno che preoccupa molti americani per effetto delle politiche di Trump: quello della sanità. L’ufficio budget del Congresso, organismo bipartisan, ha calcolato che la nuova versione dell’Health Bill lascerà 22 milioni di persone senza assicurazione sanitaria entro il 2026 (Washington Post).

(com.unica, 27 giugno 2017)

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