In un consiglio dei ministri lampo di 20 minuti è stato approvato il decreto che autorizza l’acquisizione di Veneto Banca e Popolare di Vicenza da parte di Intesa. Quest’ultima, per la cifra simbolica di un euro, rileverà la parte sana dei due istituti. L’operazione ha ottenuto anche il via libera della Commissione Ue (Financial Times).

Lo Stato verserà subito a Intesa 5,2 miliardi che verranno finanziati con il cosiddetto decreto salva-banche. Il ministro Padoan ha sottolineato che l’importo complessivo delle risorse mobilitate è di 17 miliardi (Repubblica), anche se l’esborso immediato nei confronti di Intesa, che ne rileverà le parti “sane”, ammonta a 5,2 miliardi. Le cifre non impattano sui saldi di finanza pubblica, ha spiegato, perché sono già incorporate nel cosidetto decreto salva-banche. “Il governo ha utilizzato le regole europee nel migliore modo possibile”, ha concluso Padoan.  L’alternativa, ha messo in guardia, sarebbe stato “lo spezzatino”. Tutelati, come detto, correntisti e obbligazionisti senior. Per i titolari di obbligazioni subordinate sarà previsto un ristoro dell’80% da parte dello Stato, con la quota restante che dovrebbe essere a carico di Intesa, che si è detta disponibile a mettere sul piatto fino a 60 milioni.Il prossimo passo tecnico fondamentale è la nomina dei commissari liquidatori (Ansa). L’operazione prevede la protezione di correntisti retail e obbligazionisti senior e un ristoro del 100% di quelli junior. 

(com.unica, 26 giugno 2017)

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