Da Genova a L’Aquila, passando per Verona, Pistoia, Piacenza e La Spezia. I candidati sostenuti da Lega e Forza Italia conquistano e strappano al centrosinistra molti dei comuni chiave al voto nei ballottaggi delle elezioni amministrative dove l’affluenza è stata inferiore al 50%. Per il Pd e tutto il centrosinistra si tratta di una sonora sconfitta con la caduta di storiche roccaforti “rosse” come Genova e Pistoia, dove il centrodestra non aveva mai vinto e cadono sei Comuni su sei – Piacenza inclusa – in Emilia-Romagna. Non è facile il lavoro che si prospetta per Matteo Renzi, che vede in pericolo la sua stessa leadership: “il Pd isolato politicamente perde. Cambiare linea e ricostruire il centrosinistra subito”, ha detto leader della minoranza Andrea Orlando.

Nonostante il netto calo il centrosinistra riesce comunque a conquistare Padova e Lecce, dove non vinceva da 20 anni (Repubblica). Dopo la sconfitta del primo turno il M5s vince in otto dei 10 ballottaggi che era riuscito a conquistare. Unico risultato degno di nota il successo a Carrara. Di Maio riesce ad esultare: “Abbiamo in tutto 45 sindaci”. Ma i grillini devono fare i conti anche con la vittoria di Pizzarotti che, dopo essere stato espulso dal Movimento, ha rivinto a Parma con oltre il 57% dei voti. Su Repubblica l’analisi di Ilvo Diamanti: “dai risultati emerge un M5s non radicato sui territori e in difficoltà a promuovere  propri candidati”; “il bipolarismo prevale dovunque”; il centrodestra è “molto più forte” anche in contesti che erano andati sempre al centrosinistra, mentre il Pd è “sempre meno partito” e il “PdR” e “le sinistre” hanno un problema perché hanno perso anche dove si sono presentati uniti.

Un caso a parte da segnalare è quello di Trapani: alle urne solo il 26,8% degli aventi diritto, non basta per eleggere l’unico candidato Pietro Savona: la città sarà pertanto commissariata.

(com.unica, 26 giugno 2017)

Share This: