Il ministro della Giustizia degli Stati Uniti Jeff Sessions oggi testimonierà pubblicamente davanti alla Commissione Intelligence del Senato nell’ambito dell’indagine sul Russiagate. La sua testimonianza è molto attesa dopo che, la scorsa settimana, l’ex direttore dell’Fbi James Comey ha parlato di un terzo incontro, segreto, tra lui e una delegazione russa durante la campagna elettorale del presidente. Non solo, Sessions è stato il capo dell’ex direttore del Fbi James Comey e si è estromesso dall’indagine sulla Russia.

Secondo Christopher Ruddy, direttore generale di Newsmax Media e suo vecchio amico, Trump starebbe pensando di licenziare Robert Mueller, il procuratore speciale titolare dell’inchiesta russa. La Casa Bianca ha smentito. Nel frattempo i procuratori di Maryland e Distretto di Columbia hanno fatto causa a Trump accusandolo di “una violazione senza precedenti” delle clausole anticorruzione della Costituzione statunitense. Secondo l’accusa il presidente avrebbe approfittato della sua posizione alla Casa Bianca per ottenere, nel ruolo di uomo d’affari, benefici finanziari per milioni di dollari da parte di governi stranieri. Come se tutto questo non bastasse, una Corte d’Appello statunitense ha confermato – per la seconda volta da quando è entrato in vigore – il blocco del provvedimento che proibisce l’ingresso negli Usa di persone provenienti da sei Paesi a maggioranza musulmana, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. 

Il presidente intanto avrebbe detto al capo dello staff della Casa Bianca, Reince Priebus, che entro il 4 luglio dovrà dare “una ripulita” al personale oppure sarà messo alla porta.

(com.unica, 13 giugno 2017)

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