Il presidente Usa è rientrato ieri, dopo nove giorni tra Medio Oriente ed Europa, alla Casa Bianca, dove s’infiamma il caso Kushner. In risposta alle accuse di contatti segreti con la Russia da parte del consigliere e genero, il presidente ha ricominciato a prendersela con i media e le fake news. Nelle stesse ore l’ex direttore dell’Fbi James Clapper spiegava in un’intervista alla Cnn: “Sapevamo che i russi stavano cercando di interferire nelle elezioni, la nostra spia rossa del pericolo era accesa” (Cnn). In difesa di Kushner ha parlato invece il capo del dipartimento di Homeland Security John Kelly, in un’intervista alla Fox, nella quale ha anche annunciato che il divieto di portare laptop in cabina potrebbe essere esteso ai voli internazionali.

“L’Europa non può più contare sugli Stati Uniti, quei tempi sono finiti”, ha detto Angela Merkel durante un comizio in Baviera. La cancelliera tedesca ha usato parole forti ribadendo in modo esplicito la propria irritazione per la posizione del presidente Usa al G7 di Taormina sui cambiamenti climatici. Per i rapporti tra Stati Uniti e Germania è un passo indietro storico, sottolinea il Washington Post. Secondo il sito Axios Trump aveva già detto ai suoi più stretti collaboratori di voler chiudere con gli accordi Parigi, smantellando così le politiche ambientali di Obama. L’unico ottimista rispetto alle relazioni tra Europa e Usa sembra essere il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, che ieri al forum Globsec di Bratislava ha fatto capire, in sostanza, che si aspettava di peggio (Politico.eu).

Ma non solo Merkel usa la linea dura con Trump. Il presidente francese Macron ha detto al Journal du Dimanche che “dobbiamo far vedere che non faremo piccole concessioni, nemmeno simboliche, ma nemmeno dare a queste cose troppo risalto mediatico. Donald Trump, il presidente turco o il presidente russo stanno in una logica di rapporti di forza, e la cosa non mi spaventa. Non credo alla diplomazia dell’invettiva pubblica, ma al contempo nei dialoghi bilaterali non concedo niente: è così che ci si fa rispettare”. E proprio oggi il leader russo volerà a Parigi, per un bilaterale dedicato in particolare a Siria e Ucraina che non si preannuncia facile vista la distanza tra i due.

(com.unica, 29 maggio 2017)

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