Si è concluso il G7 di Taormina, facendo emergere le posizioni divergenti tra il presidente americano Trump e gli altri sei alleati (Bbc). Canada, Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Giappone hanno riaffermato il forte impegno per una rapida applicazione degli accordi di Parigi sul clima. Ma gli Stati Uniti prendono tempo. E in un tweet Trump scrive: “Deciderò la prossima settimana”. Angela Merkel ha dichiarato che sul fronte dei cambiamenti climatici è stato un vertice “molto insoddisfacente”. Sia la Cancelliera sia Trump hanno saltato il rito della conferenza stampa finale. Nel comunicato finale, scrive oggi Repubblica è confermato lo schema “sei contro uno” che ha caratterizzato i negoziati: a parte gli Stati Uniti, che “non sono nelle condizioni di unirsi agli altri partner” sugli accordi di Parigi gli altri sei Paesi “riaffermano il loro forte impegno per una rapida applicazione dell’accordo di Parigi”. Trump ha fatto sapere che deciderà “la prossima settimana”. In ogni caso Merkel resta determinata a riproporre il tema al ‘suo” G20 di Amburgo, a luglio. 

Sul tema immigrazione, nel comunicato finale è passata la linea americana e si afferma il diritto degli Stati sovrani di controllare i propri confini. Ma il premier italiano Paolo Gentiloni ha trovato un alleato nel neopresidente francese Emmanuel Macron, che ha espresso la necessità di una riforma degli accordi di Dublino (HuffPost). “In un’agenda a breve termine che ho condiviso con la cancelliera Merkel c’è voglia di avere una politica diversa dal punto di vista migratorio, a favore di una politica comune per la gestione delle richieste d’asilo e della gestione dei paesi terzi” ha detto il presidente francese, che poi ha così ribadito. “Questo va visto nell’ambito di una riforma degli accordi di Dublino e di una politica che deve essere più adatta. L’ho detto ad Angela Merkel che è necessaria un’agenda a breve termine per questo problema. E noi dovremmo lavorarci con tutti gli altri paesi”. Gli accordi di Dublino determinano quale sia lo Stato europeo competente a esaminare una domanda di asilo o il riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra, stabilendo che si tratta del Paese nel quale la persona interessata ha fatto il proprio ingresso nell’Ue. Un sistema che grava i paesi rivieraschi, quelli del Sud Europa interessati dagli sbarchi, Italia e Grecia in particolare. La revisione degli accordi di Dublino hanno finora incontrato resistenze soprattutto da parte dei paesi del Nord Europa, ma è quanto l’Italia chiede da tempo come parte della soluzione dell’accoglienza dei migranti.

Trump ha ceduto invece in extremis sulla promessa di una lotta al protezionismo e sull’impegno ad aumentare le sanzioni alla Russia se gli accordi di Minsk non saranno rispettati. Approvata anche la dichiarazione sulla sicurezza e il terrorismo. In un colloquio con il Corriere, Macron assicura: “Donald farà la sua parte”. 

(com.unica, 28 maggio 2017)

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