Pace in Medio Oriente, libertà religiosa, accoglienza dei migranti, rispetto dell’ambiente sono stati al centro del colloquio privato, durato circa trenta minuti, tra Papa Francesco e Donald Trump (Corriere). Al termine dell’incontro, definito “cordiale” dalla Sante Sede, Trump ha ricevuto da Bergoglio, tra i vari doni, anche l’enciclica sull’ambiente: un monito, secondo Repubblica, rispetto al tema dell’accordo sul clima di Parigi che sarà affrontato durante il G7 di Taormina di venerdì. Un dono carico di un particolare significato politico. Come è noto Papa Bergoglio, nel riprendere l’ispirazione francescana del Cantico delle Creature, culminata con l’Enciclica “Laudato sì”, si è finora caratterizzato come il pontefice più ambientalista della storia, schierando decisamente la Chiesa per il rispetto degli accordi di Parigi sul cambiamento climatico. Il presidente americano in campagna elettorale, ricorda oggi Repubblica, denunciò quegli accordi e sposò invece le tesi negazioniste che da anni sono il credo della destra americana, ben foraggiate dalla lobby petrolifera. Trump arrivò a dire che il cambiamento climatico sarebbe “una bufala inventata dai cinesi per rovinare l’industria americana”.

Dopo aver incontrato il presidente Sergio Mattarella e il premier Paolo Gentiloni, il presidente americano è volato a Bruxelles dove oggi vedrà i vertici dell’Ue, pranzerà con Emmanuel Macron e parteciperà poi al suo primo vertice della Nato, dove chiederà agli europei maggiore partecipazione al budget e l’ingresso nella coalizione anti Isis. Atteso a margine del vertice anche l’incontro tra la cancelliera tedesca Merkel e il presidente turco Erdogan.

(com.unica, 25 maggio 2017)

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